Brasile, Cile e paesi della CARICOM sostengono la proposta della FAO di un vertice mondiale sulla sicurezza alimentare

Brasile, Cile e paesi della CARICOM sostengono la proposta della FAO di un vertice mondiale sulla sicurezza alimentare

I Capi di Governo dei paesi della Comunità Caraibica (CARICOM), insieme al Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula e al Presidente cileno Michelle Bachelet, danno il loro sostegno
alla proposta del Direttore Generale della FAO Jacques Diouf di organizzare un Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare il prossimo novembre a Roma, in occasione della 36esima Sessione della
Conferenza FAO.

 

L’annuncio arriva dopo la visita effettuata ad inizio mese da Diouf in Cile e in Brasile, dove il Direttore ha avuto colloqui personali con i Presidenti Bachelet e Lula, per poi prender parte
al XX Incontro Inter-sessioni della Conferenza dei Capi di Governo della Comunità Caraibica (CARICOM), tenutosi in Belize.

 

In un incontro con Diouf il 7 marzo, il Presidente Bachelet ha annunciato il suo sostegno alla proposta di un Vertice Mondiale dei Capi di Stato e di Governo sulla Sicurezza Alimentare e la sua
intenzione di partecipare al Vertice. In un altro incontro il 9 marzo, il Presidente Lula ha espresso a Diouf il suo sostegno alla proposta di Vertice e la sua volontà di parteciparvi.

 

Il 13 marzo, anche i Capi di Governo della Comunità Caraibica hanno deliberato sulla proposta e hanno deciso il loro totale appoggio al Vertice.

 

La proposta della FAO ha già ricevuto il sostegno dei Capi di Stato e di Governo della Lega degli Stati Arabi al Vertice Arabo sullo Sviluppo Economico e Sociale, tenutosi in Kuwait lo
scorso Gennaio, e quello dell’Unione Africana alla 12esima Riunione della loro Assemblea, tenutasi ad Addis Abeba ad inizio Febbraio.

 

Il Vertice 2009 –  dal consenso all’azione

 

Il Direttore Generale della FAO ha sottolineato che il Vertice dovrebbe ottenere risultati tangibili, assicurando un consenso diffuso sullo sradicamento rapido e totale del problema della fame
e promuovendo un nuovo equilibrio alimentare mondiale.

 

“Il Vertice dovrebbe portare ad una maggiore coerenza nella gestione globale della sicurezza alimentare mondiale. Servirà a definire come migliorare le politiche e gli aspetti
strutturali del sistema agricolo mondiale dando priorità a soluzioni politiche, finanziarie e tecniche durature”, ha affermato Diouf.

 

La situazione dell’insicuerzza alimentare mondiale è insostenibile. Secondo un recente rapporto FAO, il numero totale di persone sotto-nutrite nel mondo ha raggiunto i 963 milioni nel
2008, ovvero quasi un miliardo di esseri umani, pari al 15% della popolazione mondiale. L’attuale crisi globale finanziaria ed economica potrebbe portare ancora più persone a soffrire la
fame e la povertà, se non vengono prese decisioni urgenti ed attuate misure coraggiose.

 

Il Direttore Generale della FAO ha ripetutamente fatto appello alla comunità internazionale per tradurre in fatti le promesse di combattere la fame, istituendo un nuovo ordine agricolo
mondiale e mobilizzando 30 miliardi di dollari l’anno da investire in infrastrutture rurali per incrementare la produzione e la produttività agricola nei paesi in via di sviluppo. “E’
solo in questo modo che riusciremo a sradicare la fame e a nutrire una popolazione mondiale che raggiungerà i 9 miliardi di persone nel 2050”, ha sottolineato Diouf.

 

Condizioni di vita decenti per gli agricoltori

 

Diouf ribadisce che “deve essere stabilito un nuovo sistema di governance della sicurezza alimentare mondiale” dopo il fallimento del sistema attuale.

 

“Dobbiamo avere l’intelligenza e la capacità innovativa per concepire nuove politiche di sviluppo agricolo, regole e meccanismi che assicurino un commercio internazionale non solo libero
ma anche equo, e che soprattutto garantiscano la sicurezza alimentare a tutti e offrano agli agricoltori, tanto nei paesi industrializzati quanto in quelli in via di sviluppo, i mezzi per
guadagnarsi una vita decente”, ha detto Diouf.

 

“Per restare all’attività rurale, gli agricoltori sia nei paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo dovrebbero poter guadagnare redditi che siano comparabili a quelli dei
loro concittadini impiegati nel settore secondario e terziario”, ha aggiunto.

 

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