Bonus Turismo: quali sono le finalità?
Il Bonus Turismo è uno strumento di sostegno economico alle imprese che operano nel settore turistico e ricettivo, introdotto dal governo Meloni con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Bonus ha due obiettivi principali: promuovere la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale delle strutture turistiche. Il Bonus Turismo consente di ottenere incentivi per le seguenti tipologie di interventi:
- Efficientamento energetico;
- Adeguamento antisismico;
- Abbattimento delle barriere architettoniche;
- Interventi edilizi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, Installazione di manufatti leggeri;
- Realizzazione di piscine termali (solo per gli stabilimenti termali);
- Innovazione digitale;
- Acquisto o rinnovo di arredi.
Il 50% delle risorse del fondo FRI-Tur è riservato agli interventi di efficientamento energetico: si tratta di un bonus che integra le altre misure di incentivazione per la riduzione dell’impatto ambientale del settore turistico, con vantaggi sia per le imprese che per il bilancio energetico nazionale. Il 40% delle risorse disponibili, inoltre, è destinato al Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
Come si richiede il Bonus Turismo
Possono richiedere il Bonus entità come alberghi, agriturismi, imprese del comparto fieristico, stabilimenti balneari, parchi tematici, complessi termali e altre realtà ancora. Le imprese devono avere una stabile organizzazione sul territorio nazionale, essere in regola con le norme edilizie, urbanistiche e del lavoro, tenere una contabilità ordinaria ed essere iscritte al registro delle imprese.
L’incentivo FRI-Tur può essere richiesto in due modalità: contributo diretto, pari al 35% delle spese ammissibili; finanziamento agevolato, con tasso nominale annuo pari allo 0,5% e durata compresa tra 4 e 15 anni (a cui si aggiunge un finanziamento bancario a tasso di mercato). L’incentivo FRI-Tur è pensato per quelle imprese che vogliono realizzare interventi con spese comprese tra 500 mila e 10 milioni di euro: non si tratta di piccoli interventi per rinnovare l’aspetto di una struttura datata, ma di lavori che cambino radicalmente il profilo della struttura per portarla ad un nuovo livello di efficienza, sostenibilità e qualità ricettiva.
Per accedere al bonus occorre compilare l’apposita domanda per la quale sono necessari tre elementi ormai del tutto centrali per l’accesso a queste misure di incentivo:
- Identità digitale (SPID, CNS, CIE) per accreditarsi durante la richiesta;
- Firma digitale per sottoscrivere la documentazione e certificarne i contenuti;
- Posta Elettronica Certificata per dare i crismi dell’ufficialità all’invio della richiesta.
La domanda può essere presentata dalle ore 12.00 del 20 marzo 2023, fino alle ore 12.00 del 20 aprile 2023 (Le domande vengono esaminate in ordine cronologico).
Bonus Chef: quali sono le finalità?
Il Bonus Chef, come già anticipato, è rivolto a professionisti attivi presso alberghi o ristoranti e si tratta di un credito d’imposta. Per accedere all’agevolazione quindi, è sufficiente essere dipendenti con regolare contratto di lavoro (o titolari di Partita IVA).
I dettagli sulla misura sono descritti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove si specifica che:
- L’agevolazione è concessa sotto forma di credito d’imposta.
- L’agevolazione è prevista nella misura massima del 40% delle spese ammissibili.
- Le spese devono essere state sostenute tra il 1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 (dunque a copertura di costi di rilancio dell’attività dopo la grave crisi legata alla pandemia).
- L’agevolazione massima per ciascun beneficiario può arrivare ad un massimo di 6 mila euro, dunque per una spesa massima pari a 15 mila euro di investimento.
- Ai fini dell’ammissibilità i pagamenti devono essere stati effettuati tramite conti correnti intestati al beneficiario e comunque attraverso modalità che consentano la piena tracciabilità.
Tra le spese ammissibili nella computazione legata alla richiesta del bonus sono contemplati:
- L’acquisto di macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari.
- L’acquisto di strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione.
- La partecipazione a corsi di aggiornamento professionale, alzando così il proprio profilo in parallelo a quello della strumentazione utilizzata.
Le spese vanno considerate al netto dell’IVA, a meno che quest’ultima non rappresenti per il beneficiario un costo effettivo non recuperabile.