BIT, il debutto dei vini turchi

BIT, il debutto dei vini turchi

By Redazione

Mamma, li turchi nel bicchiere. La BIT (Borsa Internazionale Turismo) di Milano vede il debutto dei vini turchi, per la prima volta a disposizione del consumatore italiano.

A mò di presentazione, la Turchia offre i numeri di una realtà importante: 800 varietà di vino, 75 milioni di litri prodotti all’anno e oltre 300 medaglie vinte tra
il 2010 e il 2011 nei più prestigiosi concorsi enologici.

Tuttavia, spiega Begun Ucak, responsabile della Wines of Turkey, piattaforma che rappresenta otto tra i più importanti produttori locali, la strada è lunga.

Solo 10 anni fa, il consumo di vino era praticamente inesistente. Poi, la presenza di enologi stranieri (sopratutto francesi ed inglesi) ed una politica d’investimento a uve e cantine ha
dato nuova linfa alle etichette nazionali. Ciò detto, i turchi si orientano più sulla birra e sulla rakia, mentre alcuni addetti ai lavori continuano a vedere la produzione locale
come di qualità scadente.

Per cambiare le cose, la delegazione del BIT ha una doppia offerta.

Al primo posto, i vini nazionali, dai nomi evocativi come Natince, “Il delicato”, Kalecik Karasi, “Nero dal piccolo castello” ed il Bogazkere, “Fuoco alla gola”.
Poi, vitigni d’importazione: Chardonnay, Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon e Sauvignon bianco.

Vino a parte, la Turchia punta sul turismo, con le giovani generazioni decise ad aprire il Paese ad esperienze e capitali stranieri. I numeri sono positivi: secondo il vice
sottosegretario, Senay Baser, “Tra il 2010 e il 2011 il numero di turisti stranieri è cresciuto del 10%, raggiungendo un numero pari a 31.456.076 visitatori”. E per continuare il trend
positivo, nel 2012 il governo turco ha stanziato 45 milioni di dollari per “Oltre ogni attesa”: partire dal turismo del vino, arrivare al turismo
a 360° gradi.

Matteo Clerici

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