Biscaretti di Ruffia: Relazione all’Assemblea annuale della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria

Biscaretti di Ruffia: Relazione all’Assemblea annuale della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria

By Giuseppe

Il Presidente Biscaretti di Ruffia presenta il quadro nazionale ed internazionale e le linee programmatiche della nuova Pac Eu  post 2027

 

Milano,  15 ottobre 2025

Relazione all’Assemblea annuale della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria del Presidente Biscaretti di Ruffia. Il quadro nazionale ed internazionale e le linee programmatiche della nuova Pac Eu  post 2027

Claudio Biscaretti Di Ruffia

Viviamo oggi in uno scenario assai complesso: venti di guerra infiammano il nostro pianeta con livelli di guardia ogni giorno sempre più articolati e di difficile interpretazione. Anche le guerre commerciali in atto creano un quadro di grande instabilità con momenti di forte preoccupazione.

In questo scenario, molti interrogativi si pongono sullo scacchiere mondiale tra vecchi e nuovi continenti.
Anche in Europa è aperto il dibattito sul futuro dell’Unione, sui rapporti con gli Stati Uniti, sugli equilibri all’interno della Nato e su come affrontare un futuro incerto su difesa e sicurezza, sviluppo sociale ed economico, contrasto ai cambiamenti climatici e tutela dell’ambiente.
Ma entriamo nel vivo della relazione con dei brevi flash sulle questioni di attualità a livello europeo e nazionale per poi soffermarci su ciò che ci interessa più da vicino come Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria.
QUESTIONI A LIVELLO EUROPEO
Nota congiunta dei Vertici dell’Ue commemora il 75esimo anniversario della “Dichiarazione Schuman
Il Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il Presidente del Consiglio europeo António Costa e il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno diffuso una nota congiunta per commemorare il 75esimo anniversario della “Dichiarazione Schuman”, che, il 9 maggio 1950, ha gettato le basi dell’Unione europea come la conosciamo oggi.

Il documento dei Vertici europei ricorda che, settantacinque anni fa, in un continente che emergeva dalle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale, alcuni leader visionari decisero di mettere in comune la produzione e i mercati del carbone e dell’acciaio per garantire una pace duratura in Europa. I Leader dell’Unione europea hanno sottolineato che, nel corso del tempo, sempre più Paesi hanno deciso di aderire al progetto comune, a testimonianza dell’attrattiva dei valori condivisi e dell’unità tra i popoli del nostro continente. Hanno poi affermato che l’Europa si trova, ancora una volta, a dover affrontare sfide impervie: a livello mondiale si registra un aumento delle tensioni e i cambiamenti climatici hanno un impatto negativo sulla vita di milioni di persone in Europa e nel mondo.

Ripristino della natura: focus su attuazione delle norme dell’Ue, con il punto sui “piani nazionali” e relativi rischi

L’attuazione della legge Ue sul Ripristino della Natura è stata il tema principale della riunione dei Direttori Generali per la Natura dell’Ue, tenutasi a Varsavia dal 13 al 15 maggio scorsi, sotto la Presidenza polacca del Consiglio Ue (primo semestre 2025). Tra i temi discussi, le maggiori sfide nell’attuazione di questa legge, nonché la protezione degli ecosistemi nel contesto dei cambiamenti climatici in corso e la protezione della natura sottoposta a forte pressione antropica. La Legge sul Ripristino della Natura, adottata il 24 giugno 2024, è il documento di politica ambientale più importante dopo le Direttive sulla Natura: lo scambio di informazioni ed esperienze nel processo di attuazione della legge è stato al centro dell’incontro dei Direttori. I rappresentanti dei singoli Stati membri hanno illustrato come vengono sviluppati i piani nazionali di recupero della natura nei rispettivi Paesi che, secondo il regolamento, devono essere preparati entro il 1° settembre 2026. La discussione si è sviluppata sui possibili rischi che potrebbero emergere dall’attuazione nei singoli Paesi delle norme europee e sulle relative contromisure da adottare.
Priorità su agricoltura, foreste e tutela del territorio presentate dalla ELO alla Presidenza danese dell’Ue
La European Landowners’ Organization (ELO), l’Organizzazione europea dei proprietari rurali con sede a Bruxelles, alla quale la Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria aderisce, in occasione della propria Assemblea che si è tenuta nel giugno scorso a Copenaghen, ha presentato al Governo danese le priorità dell’Organizzazione sui grandi temi del mondo rurale, per il semestre della Danimarca della Presidenza Ue. Nel documento presentato si parte dalla considerazione che le zone rurali europee coprono oltre l’80% del territorio dell’Unione e ospitano il 30% della popolazione.

Nel dossier sono stati affrontati i seguenti aspetti: bilancio a lungo termine dell’Ue, che deve sostenere una PAC forte e stabile; potenziale della terra per la crescita verde e la decarbonizzazione; visione per l’agricoltura e l’alimentazione e “cassetta degli attrezzi” dei gestori del territorio. Tra le priorità presentate spiccano anche le seguenti questioni: gestione delle risorse naturali in relazione anche ai cambiamenti climatici; incentivi per il ripristino della natura e degli altri obiettivi in materia di biodiversità; forestazione per un settore dinamico, diversificato e multifunzionale e aree rurali al passo coi tempi e a prova di futuro.

Programma della Presidenza danese del Consiglio Ue per il secondo semestre del 2025
Con lo slogan “Un’Europa forte in un mondo che cambia” la Danimarca, dal 1° luglio scorso e fino al 31 dicembre 2025, detiene la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea. Nel corso del semestre, la Presidenza danese si è posta l’obiettivo di un’Europa sicura, competitiva e verde. La Danimarca ha ricevuto il testimone dalla Polonia, che ha presieduto il Consiglio Ue nel primo semestre 2025: la Presidenza del Consiglio è infatti esercitata a turno dagli Stati membri dell’Ue ogni sei mesi. L’Italia assumerà la Presidenza nel primo semestre del 2028. La Danimarca nel suo programma semestrale di lavoro evidenzia l’importanza di garantire politiche economiche adeguate, rafforzare la competitività e la produttività europee e potenziare la difesa e la sicurezza dell’Europa in un mondo in continua evoluzione. Copenaghen inoltre sostiene la transizione verde come motore chiave della crescita, concentrandosi su decarbonizzazione, accesso a materie prime essenziali ed energia.
Presentato il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’Ue per il periodo 2028-2034: il budget per la PAC passa da 386 a 300 miliardi e viene modificata l’architettura
La Commissione europea ha presentato il 16 luglio scorso la sua proposta per un Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) per il periodo 2028-2034 pari a quasi 2 mila miliardi di euro, ossia l’1,26% del reddito nazionale lordo dell’Ue in media nei prossimi sette anni. La proposta, per quanto riguarda la nuova Politica Agricola Comune (PAC), prevede un taglio delle risorse di 86 miliardi di euro, passando da 386 miliardi del periodo 2021-2027 a 300 miliardi annunciati per il nuovo periodo 2028-2034, con una riduzione quindi di oltre il 20%. Questo taglio alla nuova PAC riduce il peso dell’agricoltura a circa il 15% del bilancio europeo contro il 30-35% del passato. All’Italia vengono assegnati circa 31 miliardi, con un calo netto del 22% rispetto alla passata programmazione: per l’agricoltura nazionale si tratta di un taglio di circa 8,7 miliardi di euro, praticamente 1,2 miliardi all’anno. In particolare, le Organizzazioni agricole europee evidenziano le forti criticità di tale proposta in termini di dotazioni finanziarie, perdita di specificità della Politica Agricola Comune e rischio di una forte rinazionalizzazione delle scelte. Il tutto insieme ad un forte indebolimento degli strumenti della PAC, in particolare a carico delle imprese professionali e orientate al mercato.
La Commissione europea spiega che il nuovo bilancio a lungo termine riunirà i fondi dell’Ue attuati dagli Stati membri e dalle regioni nell’ambito di un’unica strategia incentrata sulla politica agricola e di coesione. Questa strategia sarà realizzata attraverso piani di partenariato nazionali e regionali, per massimizzare l’impatto delle risorse. Bruxelles sostiene infatti che disporre di un unico piano per Stato membro, che integri tutte le misure di sostegno, garantisca un impatto maggiore e un uso molto più efficiente dei finanziamenti Ue.
Dichiarazione congiunta sugli accordi Ue e Stati Uniti relativi al commercio e agli investimenti con aliquota tariffaria massima al 15%
L’Ue e gli Stati Uniti hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, il 21 agosto scorso, che istituisce un quadro per il commercio e gli investimenti transatlantici. La dichiarazione, che conferma l’accordo politico raggiunto il 27 luglio scorso dal Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal Presidente USA Donald Trump, sancisce l’impegno di entrambe le parti ad adoperarsi per ripristinare la stabilità e la prevedibilità del commercio e degli investimenti Ue-USA, a vantaggio delle imprese e dei cittadini. Secondo Bruxelles si tratta del primo passo di un processo che aumenterà gli scambi e migliorerà l’accesso al mercato in altri settori. La dichiarazione congiunta illustra in dettaglio il nuovo regime tariffario degli Stati Uniti nei confronti dell’Ue, con un’aliquota tariffaria massima del 15% per la maggioranza delle esportazioni dell’Ue, compresi settori strategici. Mentre l’Unione europea rimane convinta che tariffe elevate siano dannose per l’economia globale, il risultato negoziato evita un’escalation dannosa e crea una base per il dialogo continuo e lo sviluppo delle relazioni transatlantiche, anche in settori di interesse strategico. Le relazioni economiche transatlantiche sono le più consistenti al mondo, con un valore annuo di 1.600 miliardi di euro.
Rassicurazioni della Commissione sull’accordo Ue-Mercosur per le importazioni agroalimentari e tutela del settore agricolo
La Commissione europea ha presentato, il 3 settembre scorso, al Consiglio le proposte per la firma e la conclusione dell’accordo di partenariato Ue-Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). In particolare, Bruxelles prevede che le esportazioni agroalimentari dell’Ue verso il Mercosur cresceranno di quasi il 50%, in quanto l’accordo riduce le tariffe elevate sui principali prodotti agroalimentari dell’Ue, in particolare vino e bevande alcoliche (fino al 35%), cioccolato (20%) e olio d’oliva (10%). L’accordo sosterrà anche la crescita delle esportazioni di prodotti agroalimentari tradizionali e di alta qualità dell’Ue. Metterà inoltre fine alla concorrenza sleale dei prodotti del Mercosur che imitano i prodotti autentici dell’Ue, proteggendo 344 indicazioni geografiche europee. La Commissione europea precisa che l’accordo stabilisce solide garanzie a tutela dei prodotti europei sensibili da qualsiasi aumento dannoso delle importazioni dal Mercosur. Di avviso diverso sono invece le Organizzazioni agricole che ritengono non attuato il criterio di reciprocità e chiedono che il Mercosur adotti e rispetti gli stessi standard di qualità e sostenibilità ambientale e sociale imposti dall’Unione europea, in modo da garantire un mercato equo e proteggere le produzioni europee. Le Associazioni agricole chiedono che l’accordo preveda controlli rigorosi sui prodotti importati dal Mercosur e meccanismi di salvaguardia per proteggere i settori più vulnerabili, evitando un danno alle economie locali e ai produttori europei.
Proposte del Parlamento europeo sulla Politica Agricola Comune (PAC) 2028-2034, con priorità a un bilancio autonomo e a pagamenti diretti rafforzati
Il Parlamento europeo ha adottato le proposte sul futuro della Politica Agricola Comune (PAC) chiedendo un bilancio post-2027 più consistente e autonomo e misure a sostegno degli agricoltori. Nella risoluzione non vincolante, approvata il 10 settembre scorso, il Parlamento sostiene che i finanziamenti della PAC 2028-2034 non devono essere integrati con altri settori di finanziamento né inseriti in un quadro finanziario più ampio che può essere utilizzato dagli Stati membri per scopi diversi dall’agricoltura. In particolare, Strasburgo chiede che il sostegno diretto al reddito venga erogato a tutti gli agricoltori attivi e professionali sulla base della superficie agricola coltivata, evidenziando anche che lo sviluppo rurale deve essere sostenuto indipendentemente dalle politiche di coesione. Nella risoluzione adottata, si afferma che la riduzione degli oneri amministrativi per gli agricoltori deve essere uno dei principi guida della futura PAC. Gli Europarlamentari sostengono inoltre gli incentivi per gli obiettivi ambientali e sociali e ribadiscono la necessità che gli agricoltori abbiano accesso a soluzioni innovative e digitali che supportino l’agricoltura sostenibile, aumentino il reddito e riducano il carico amministrativo.
Discorso del Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sullo Stato dell’Unione 2025 per quanto riguarda la sicurezza alimentare e il sostegno all’agricoltura
Il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il 10 settembre scorso, ha tenuto, al Parlamento Ue di Strasburgo, il discorso sullo Stato dell’Unione 2025, tracciando un bilancio dell’ultimo anno e presentando le direttrici che guideranno l’azione europea nei prossimi mesi. Molti i temi trattati, dai conflitti mondiali ai dazi americani, dagli accordi commerciali con Messico e Mercosur alla necessità per l’Ue di aumentare la propria competitività e proseguire sulla strada della decarbonizzazione. Un capitolo specifico è stato dedicato alla sicurezza alimentare e all’agricoltura. Il Presidente von der Leyen ha ricordato che in Europa si ha accesso ad alimenti di alta qualità a prezzi abbordabili, prodotti da agricoltori e pescatori eccellenti che sono anche custodi della terra, dei mari, della biodiversità e la colonna portante della sicurezza alimentare. Tuttavia, per il Presidente della Commissione, ci sono circostanze che remano contro, dai costi elevati delle materie prime fino agli oneri burocratici e alla concorrenza sleale. Ed è per questo che l’Ue si muove su tutti i fronti, con in primo piano la semplificazione della Politica Agricola Comune (PAC) che prevede meno burocrazia e consolida la posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare.
L’Unione europea e l’Indonesia concludono i negoziati sull’accordo di libero scambio: un mercato che interesserà oltre 700 milioni di consumatori
L’Unione europea e l’Indonesia hanno concluso il 23 settembre 2025 i negoziati per un accordo di partenariato economico globale (CEPA) e un accordo sulla protezione degli investimenti (IPA). Questi accordi globali rappresentano una pietra miliare nella realizzazione della strategia dell’Ue di diversificazione e partenariati, nel rafforzamento dei legami commerciali e di investimento con una grande economia e nella creazione di nuove opportunità di esportazione e di catene di approvvigionamento più sicure per l’energia e le materie prime.
Il CEPA avvantaggerà in modo significativo gli agricoltori europei, riducendo le tariffe sui prodotti agroalimentari e proteggendo i prodotti tradizionali dell’Ue creando una zona di libero scambio di oltre 700 milioni di consumatori. L’accordo proteggerà inoltre 221 indicazioni geografiche dell’Ue e 72 indicazioni geografiche (IG) indonesiane, agricole e alimentari. Infine, l’intesa commerciale protegge i prodotti agroalimentari sensibili come il riso, lo zucchero e le banane fresche in cui sono mantenute le tariffe esistenti e limita l’accesso al mercato dell’Ue per altri prodotti sensibili attraverso contingenti attentamente calibrati.
QUESTIONI A LIVELLO NAZIONALE
Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA): il punto della sperimentazione, al via la svolta nel miglioramento genetico con strumenti innovativi mirati
In occasione del recente convegno “Dal laboratorio al campo: verifiche scientifiche per l’impiego sperimentale delle piante NGT1”, organizzato dall’Accademia del Georgofili, CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) e UNASA (Unione Nazionale delle Accademie per le Scienze Applicate allo Sviluppo dell’Agricoltura, alla Sicurezza Alimentare ed alla Tutela Ambientale), è stato evidenziato che le Tecniche di Evoluzione Assistita rappresentano una straordinaria opportunità per l’agricoltura italiana, in grado di offrire strumenti innovativi e sostenibili per affrontare sfide sempre più complesse.
Le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) stanno segnando un punto di svolta nel miglioramento genetico delle piante: si tratta di strumenti innovativi che permettono di intervenire in modo mirato e preciso sul DNA, senza introdurre geni estranei, simulando modifiche che potrebbero avvenire naturalmente o tramite incroci convenzionali. Grazie a queste tecniche è oggi possibile sviluppare varietà più resilienti ai cambiamenti climatici, sostenibili e meglio adattate alle esigenze dell’agricoltura moderna. Le TEA possono quindi rappresentare una risposta concreta alle sfide poste dalla crisi climatica, dalla scarsità di risorse e dalla crescente domanda globale di cibo sicuro e di qualità a livello europeo.
Incendi boschivi: un rapporto dell’Ispra evidenzia che in Italia la superficie interessata è stata inferiore rispetto al passato
Durante il 2024 l’Italia è stata colpita da incendi boschivi per una superficie complessiva di 514 chilometri quadrati (quasi la metà della superficie del comune di Roma Capitale). Di questi, il 20%, ovvero circa 103 chilometri quadrati, erano composti da ecosistemi forestali. È quanto emerge dalle attività dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) nell’ambito delle osservazioni e monitoraggi degli impatti dei grandi incendi boschivi sugli ecosistemi. Nello studio si legge che il 46% dei boschi bruciati era rappresentato da latifoglie sempreverdi, quali leccete e macchia mediterranea, il 37% di boschi di latifoglie decidue (che perdono le loro foglie nella stagione fredda e le ritrovano in primavera) e il 14% di boschi a conifere. Ispra sottolinea però che gli incendi avvenuti in Italia nel 2024 sono risultati meno gravi per estensione delle aree colpite rispetto agli anni precedenti: l’estensione complessiva delle aree percorse da incendio nel 2024 risulta infatti pari a circa 2/3 del valore medio calcolato nel periodo 2018-2023. La superficie complessivamente bruciata in Italia nel 2024 risulta superiore solo a quanto bruciato nel 2018 e nel 2019, ma decisamente inferiore a tutti gli anni tra il 2020 ed il 2023.
Messaggio della Conferenza Episcopale Italiana per la 75esima Giornata Nazionale del Ringraziamento: “Dalla terra la speranza per l’umanità”
L’invito a una nuova visione dell’agricoltura per custodire la “casa comune” arriva dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che mette al centro il legame tra Giubileo, lavoro agricolo e custodia del Creato. “Giubileo, rigenerazione della terra e speranza per l’umanità”: è stato questo il tema del Messaggio dei Vescovi italiani in vista della 75esima Giornata Nazionale del Ringraziamento, che si celebrerà il prossimo 9 novembre. I Vescovi ricordano che i beni della terra non sono destinati a pochi privilegiati. Ed è proprio dal Giubileo che emergono alcune istanze che interpellano la nostra responsabilità per dare segnali di speranza al nostro tempo: un tempo di festa e di giusta discontinuità dal lavoro, che dia dignità e doni speranza a tutti. Da qui il richiamo della CEI a recuperare il senso del riposo da ogni tipo di lavoro, anche quello agricolo, che permette all’individuo di vivere e di far vivere nelle proprie aziende un tempo nel quale può guardare i beni della terra con gratitudine e coltivare meglio le relazioni familiari e di comunità. Secondo la Conferenza Episcopale Italiana, la cura della casa comune ed il contrasto al mutamento climatico sono impegni che devono vedere in prima fila il mondo agricolo e il sistema agroalimentare, dal campo al consumatore. La nuova visione dell’agricoltura deve valorizzare quindi la terra rigenerando la fertilità e salvaguardando l’ambiente e la salubrità dei prodotti alimentari.
ColtivaItalia: un miliardo di euro a sostegno degli investimenti strutturali per lo sviluppo delle filiere nel settore agroalimentare
Rafforzare il sistema agricolo, sostenendo gli investimenti strutturali e lo sviluppo delle filiere produttive con interventi volti al miglioramento dell’integrazione tra industrie agroalimentari e imprese agricole. Sono queste le priorità del recente disegno di legge “ColtivaItalia” che introduce misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo. Il provvedimento, con uno stanziamento complessivo di un miliardo di euro distribuito nel periodo 2026-2028, prevede anche di incrementare la produzione di carne bovina da allevamenti situati sul territorio nazionale, valorizzare i contratti di filiera nel comparto zootecnico e incentivare l’imprenditoria giovanile e femminile nel settore agricolo. Il Piano si prefigge di sostenere le imprese del settore agroalimentare, della pesca e dell’acquacoltura, con interventi volti a fronteggiare le crisi economiche dovute a fitopatie ed epizoozie e contenere i danni indiretti derivanti dalla diffusione della peste suina africana. Inoltre, le misure hanno l’obiettivo di sostenere la ricerca e l’innovazione nel settore agricolo, sviluppare l’innovazione tecnologica in agricoltura, integrare la digitalizzazione del sistema agroalimentare e sviluppare sistemi di intelligenza artificiale a supporto delle aziende agricole sperimentali.
A Vercelli la prima edizione di “Risò – Festival internazionale del riso” con oltre 70 mila presenze che conferma la centralità del riso come eccellenza agroalimentare
Si è tenuta dal 12 al 14 settembre scorso a Vercelli la prima edizione di “Risò – Festival internazionale del riso” che ha riscosso un successo straordinario con oltre 70 mila presenze. Nella tre giorni di manifestazione, Vercelli è diventata la capitale del riso con numerose iniziative che hanno messo in evidenza la centralità di questo cereale come eccellenza agroalimentare e come patrimonio identitario del territorio. Occorre ricordare che l’Italia è leader europeo nella produzione di riso: nel 2024 il nostro Paese rimane il primo produttore di riso con il 56,7% della superficie europea dedicata al cereale. Una produzione che conta 1,4 milioni di tonnellate di prodotto frutto dell’impiego di 226 mila ettari. Il valore della produzione è stato di 514 milioni di euro, in crescita del 30% sul decennio, segno dell’apprezzamento delle varietà italiane. Il Piemonte da solo rappresenta il 55% della produzione nazionale, concentrata soprattutto nelle province di Vercelli e Novara, a cui segue la Lombardia con il 40% della superficie nazionale dedicata. Sul fronte internazionale, gli altri produttori sono la Spagna con il 21,9% della superficie europea specializzata in riso a cui seguono Francia (7% della superficie europea) e il Portogallo (6,7%).
La filiera italiana è composta da 3.531 aziende, mediamente più solide e competitive rispetto alla fotografia del 2015. I consumi domestici nel 2024 hanno raggiunto 447,6 milioni di euro per oltre 164 mila tonnellate di riso, con il riso lavorato predominante (73%) seguito dal parboiled (25%) e dall’integrale (2,5%). Tra le varietà più richieste spiccano il Carnaroli (17,1%) e l’Arborio (11,6%).
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Cover: Presidente Biscaretti di Ruffia – Assemblea annuale della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria

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