Biodiversità: Lago di Viverone progetti non rispettano direttive comunitarie

«Alcuni progetti proposti e in parte realizzati sul Lago di Viverone, in Piemonte, comportano gravi danni all’habitat e alle specie animali e vegetali, chiediamo il pieno rispetto delle
direttive comunitarie al fine di scongiurare ulteriori danni all’ambiente, che potrebbero portare all’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea».

E’ la richiesta contenuta in una lettera firmata dalle associazioni LIPU-BirdLife Italia, WWF Piemonte e Valle d’Aosta, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Federazione Pro Natura e LAC
Piemonte e indirizzata al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Piemonte e ai Comuni coinvolti, quello di Viverone, in provincia di Biella, Borgo d’Ale, provincia di Vercelli, e Azeglio e
Piverone, in provincia di Torino. Nella lettera si contestano alcuni progetti sul Lago di Viverone, in parte riguardanti la riqualificazione delle sponde e delle zone umide e altri che si
riferiscono alla realizzazione di percorsi turistici e attracchi per la navigazione.

Le associazioni fanno presente che il progetto, articolato in cinque differenti interventi, curati dai diversi Comuni e finanziati dalla Regione Piemonte, coinvolge un comprensorio, quello del
Lago di Viverone, riconosciuta come area importante per gli uccelli (IBA – Important Bird Area), oltre che Zona di Protezione Speciale (ZPS) e Sito di Importanza Comunitaria (SIC). L’area
è rilevante per lo svernamento di una trentina di specie acquatiche, tra cui Strolaga minore, Strolaga mezzana, Svasso cornuto e Tarabuso (tutte specie in declino a livello europeo come
«Spec 3» e presenti in allegato I della Direttiva comunitaria «Uccelli»), Germano reale e Folaga (migliaia gli individui presenti in inverno); l’area è, inoltre,
importante per la nidificazione di Averla piccola e Martin pescatore, anch’esse specie in declino a livello europeo (Spec 3) e presenti nell’allegato 1 della Direttiva «Uccelli».

Di rilievo anche la presenza di numerose specie di anfibi, tra cui la Rana latastei (inclusa nell’allegato 2 della Direttiva «Habitat»), rettili e invertebrati. Di fondamentale
importanza anche la presenza di habitat d’interesse comunitario inclusi nell’allegato 1 della Direttiva «Habitat», fra i quali uno di interesse prioritario: le «Foreste
alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior » (con l’unico ontaneto inondato del Piemonte).

«Gli interventi proposti, alcuni dei quali già realizzati – scrivono le associazioni – incidono in modo negativo e significativo sulla conservazione degli habitat e delle specie,
in considerazione del fatto che si prevedono il taglio degli alberi e dei canneti, la realizzazione di camminamenti e torri di osservazione all’interno di aree sensibili per la nidificazione
degli uccelli, pontili per l’attracco di battelli e conseguente disturbo antropico».

Secondo le associazioni, i progetti non rispettano quanto previsto dalle direttive comunitarie nel caso di opere realizzate all’interno di siti di Rete Natura 2000, che comprende appunto i ZPS
e SIC, di cui fa parte il Lago di Viverone. In particolare, scrivono, «in uno dei progetti, quello per la formazione di un percorso naturalistico nell’ex torbiera e ricadente nel Comune
di Borgo d’Ale, non è stata presentata la necessaria Valutazione d’Incidenza, mentre negli altri progetti manca comunque un’appropriata valutazione degli effetti sullo stato di
conservazione di habitat e specie e una valutazione dell’impatto cumulativo dei cinque progetti, così come imposto dalla Direttiva «Habitat»».

Le associazioni chiedono nella lettera un intervento del Ministero dell’Ambiente presso la Regione Piemonte, affinché si approfondiscano i possibili effetti della pressione antropica
conseguente alla realizzazione delle opere, evitando la perdita irrimediabile di habitat e specie, e perché inoltre si predisponga un Piano di gestione dell’area. «Ma anche –
aggiungono le associazioni – per scongiurare l’ipotesi di una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea per aver disatteso le direttive «Habitat» e
«Uccelli».

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