Berlusconi: “nasce la grande coalizione”
21 Novembre 2007
Continuano le polemiche nell’ormai ex Cdl tra le maggiori forze dell’ormai ex polo, da un lato, infatti, si colloca Berlusconi, che, dopo aver fondato il nuovo partito che “potrebbe collocarsi
tra il 35 e il 37% dei consensi”, ha aperto al dialogo con la maggioranza, relegando in un angolo Udc ed An, che per prime avevano ventilato la possibilità di collaborare per le riforme.
Poi, però, Berlusconi si è spinto oltre e, dopo aver fieramente annunciato ai suoi di “aver cambiato il panorama politico per la seconda volta”, ha inneggiato alla nascita di una
nuova, grande coalizione: “Con il proporzionale – ha dichiarato Berlusconi – non c’è più la legge che forma la coalizione, ma in base ai voti si determina qual è la
maggioranza e quindi può accadere quello che succede in Germania in cui si è creata una grande coalizione”.
Ma, se Berlusconi si rivolge direttamente a Veltroni, martedì sera Palazzo Chigi ha diffuso una nota in cui ribadisce che l’apertura al dialogo è un fattore “positivo” e che
questo verrà portato avanti con tutte le forze politiche.
Ecco, appunto, le forze politiche. Come sembra ormai evidente, il leader di An non ha apprezzato la nascita della berlusconiana creatura tanto da spingersi ad affermazioni alquanto eloquenti,
come le parole pronunciate durante la registrazione di Porta a Porta: “Berlusconi e Veltroni vogliono essere i pilastri della politica italiana – ha tuonato – e mettere nell’angolo gli altri.
Noi comunque non ci sentiamo né intimiditi, né all’angolo”. E ha ribadito: “Berlusconi non vuole fare le riforme, io sì”.
In serata, poi, Fini si sarebbe spinto oltre. A raccontarlo è stato l’azzurro Alfredo Bondi, che, parlando di un Fini “livido”, ha spiegato: “Mi ha detto che con lui Berlusconi ha
chiuso, che la politica è la politica e che politicamente la frattura non è più sanabile”. “E mi ha detto – ha continuato – che, se Berlusconi si accorda con Veltroni, per
quanto riguarda An, il Cavaliere non tornerà più a Palazzo Chigi”. Stando sempre a Bondi, Fini l’avrebbe poi buttata lì: “Io ho vent’anni meno di lui, e lui mica è
eterno?”.
Fini, dunque, sembra intenzionato a non perdere posizioni nelle trattative con il Pd e cerca un contatto con l’Udc che sembra avere qualche possibilità. Da New York, infatti, Casini, pur
esprimendo apprezzamento per l’apertura del Cavaliere al proporzionale tedesco, ha confermato: “Credo che Berlusconi abbia reagito con un colpo di teatro a una strategia da sconfitta
annunciata”.
“La svolta sulle riforme di Fi – ha concluso Casini – richiede, per essere credibile, un netto rifiuto di plebiscitarismi carismatici, estranei alla storia delle forze moderate in Europa”.





