“Berlusconi, Fini, l'Umbria”

Perugia – In un lungo comunicato stampa Rocco Valentino affronta a largo raggio gli ultimi sviluppi politici di livello nazionale, che hanno fatto sentire i loro effetti anche a Perugia
ed in Umbria; riferendosi, in particolare, all’iniziativa assunta dal leader di Forza Italia Berlusconi, il consigliere di AN torna a richiedere alle forze politiche di centro-destra un’estrema
unità, ritenuta unica arma a disposizione dell’opposizione per battere la sinistra.

Ciò è maggiormente vero – ribadisce Valentino – in realtà come Perugia e l’Umbria, dove le recenti affermazione di Todi, Bettona e Deruta hanno “insegnato che solo uniti si
vince”.

Di seguito il comunicato integrale:
“Nel D.N.A. di Alleanza Nazionale c’è la fedeltà e la coerenza nei confronti degli alleati.
La stessa fedeltà e coerenza che ci aspettiamo dai partiti di centrodestra. Ma essere fedeli e coerenti non significa appiattirsi su posizioni non condivise, non significa rinnegare le
proprie idee e i propri valori. Alleanza Nazionale si è sempre distinta dai partiti alleati per le idee di destra che ha sempre portato avanti e per i valori che non sono mai venuti
meno, neanche nei periodi più bui della sua storia passata e presente.
Il terremoto di questi giorni all’interno della CDL sta scuotendo i palazzi della politica e le sue lontane vibrazioni si sono sentite anche in Umbria, attraverso dichiarazioni, prese di
posizione, progetti di nascita di nuovi gruppi consiliari e quant’altro. Insomma, tutte le truppe del Cavalier Berlusconi in Umbria hanno iniziato a fare le opportune manovre per dimostrarsi
più realiste del re; da ciò quindi un fiorire di comunicati su ridenominazioni di gruppi consiliari, nascita di nuove proposte e, soprattutto, dichiarazioni, comunicati stampa,
trasmissioni televisive finalizzate a prendere le distanze dagli alleati e ad alimentare un clima di resa dei conti all’interno della coalizione. Tutte le caratteristiche deteriori che noi
esponenti di centro destra abbiamo sempre ironicamente riscontrato nella coalizione avversaria, che ci facevano convinti della loro latente crisi e imminente fine politica, sono oggi presenti
nel nostro schieramento, con l’aggravante, ridicola, del pettegolezzo e della chiacchiera da rotocalco rosa di terz’ordine. Insomma, abbiamo per anni e anni tessuto teoremi e proclami sulla
innata incapacità di coesione della cosiddetta Unione, diagnosticandone la fine politica in ogni occasione di voto cruciale, e non abbiamo perso un momento per scagliarci uno contro
l’altro. Al culmine di una stagione di opposizione dove la Casa delle Libertà ha saputo puntare attentamente il dito su tutte le incoerenze ed aporie di questo centro sinistra rissoso,
tenuto insieme più dalle poltrone, dal potere e dagli interessi che non da un reale consenso dei cittadini, sono bastate poche battute del capo della coalizione, per gettare alle ortiche
un progetto di lungo periodo.
Comprendiamo facilmente perché Berlusconi abbia voluto lanciare questa nuova campagna, per sottolineare a tutti che, finché Lui vuole, è e rimarrà in sella, unico
capo della coalizione. Altrettanto chiaramente è comprensibile che senza Forza Italia (o qualsiasi altro nome adotti il partito di Berlusconi, perché di ciò parliamo, in
fine dei conti) gli altri partiti della CDL non possono rappresentare una chiara alternativa di governo alla sinistra.
Questo ragionamento vale, allo stesso modo, per la nuova formazione di Berlusconi: capace certamente di raccogliere un grande consenso popolare, sempre più però rivolto al suo
fondatore, ma comunque largamente insufficiente a governare il paese. Inoltre non si deve dimenticare che i progetti di Berlusconi, ben lungi dall’essere nati spontaneamente a P.za San Babila,
come alcuni vorrebbero far credere, in risposta ai fischi ricevuti ad Assisi, sono niente altro che l’epilogo a lunga scadenza di una manovra atta a ridimensionare fortemente gli alleati
ritenuti scomodi, contornandosi di soggetti più acquiescenti (leggi Storace, Brambilla, e altri). Dall’analisi che precede discendono intanto tre fatti: la CDL, dimezzata, può
essere battuta anche da una sinistra totalmente allo sbando come è il governo Prodi; il Partito Democratico, contenitore di plastica per vecchie cariatidi della politica che sono ricorse
al chirurgo estetico acquisisce legittimità e dignità, proprio dalla nascita della “cosa Berlusconiana”, guadagnando maggiori consensi; in tutte le realtà locali, comuni,
province, frazioni, dove la sinistra, pur essendo in crisi, non si trova vacillante, la possibilità di una riscossa di centro destra ha meno possibilità di verificarsi. In Umbria
e a Perugia, dove noi di AN abbiamo sempre fatto una dura opposizione contro questa sinistra arrogante e boriosa, in leale accordo con Forza Italia, l’UDC e gli altri partiti della coalizione,
riteniamo sia del tutto sterile gettare benzina sul fuoco di queste polemiche e concentrarci sul primo obiettivo: dare una risposta ai cittadini che sono stanchi del malgoverno della
sinistra.
Senza passare il tempo a domandarci chi è che fa più opposizione e da quanto tempo. Todi, Bettona e Deruta insegnano, uniti si vince, divisi non si va da nessuna parte”.

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