Fini: “La legge elettorale senza riforme è un'ipotesi campata in aria”

By Redazione

La discussione tra i vertici dell’ex Cdl non si placa, anche se, dopo l’annuncio della fine di Fi e della nascita del Popolo delle Libertà, Berlusconi è diventato un po’ laconico,
al contrario, mentre aspetta la prossima mossa, il mondo politico continua a discutere del significato più o meno esplicito delle parole e delle scelte del Cavaliere.

Tra essi spicca il piccato Gianfranco Fini, che non fa mistero di non aver gradito le decisioni del leader azzurro e che ha già annunciato di voler mantenere l’autonomia del suo partito
rispetto alla neonata creatura berlusconiana.
Nel corso della registrazione di Porta a Porta, dunque, Fini è tornato all’attacco dell’ex premier, rispondendo senza giri di parole alle domande di Vespa e sottolineando che
Berlusconi “deve aprire le orecchie” sulle parole di Veltroni.
A questo punto è necessario un piccolo riassunto delle puntate precedenti: dopo aver detto no al dialogo con la maggioranza e dopo aver glissato sull’invito di Fini a cambiare la
strategia contro Prodi (collaborando alla modifica della legge elettorale prima di andare alle urne), Berlusconi ha annunciato la nascita di un nuovo partito, diventando sostenitore del sistema
proporzionale tedesco, ma ribadendo che la riforma dovrà essere seguite dal voto.
La replica di Veltroni in proposito è stata chiara: “Ogni disponibilità al confronto è da considerarsi in modo favorevole ma il dialogo non può avere dei
‘però””, ha sottolineato il leader del Pd.

In questo contesto si colloca, dunque, l’intervento di Fini che, da Porta a Porta, ha ricordato al Cavaliere che insieme alla legge elettorale è necessario provvedere anche alle
riforme istituzionali perché la sua “è un’ipotesi campata per aria”: “Berlusconi ha detto di essere disponibile di discutere di legge elettorale, ma non di riforme – ha attaccato
il leader di An – Presenta come un’autostrada l’idea di fare una legge proporzionale sul modello tedesco, senza vincoli di maggioranza e poi tutti a votare. Ma è un’ipotesi campata per
aria. Se il Pd tiene fede a ciò che ha detto, è necessario fare anche piccole e essenziali riforme istituzionali”.

Fini ha aggiunto che, nonostante gli ultimi avvenimenti, vorrebbe che “che Prodi cadesse domani”, ma se il governo non cade non è possibile bypassare le riforme e puntare dritto alla
legge elettorale: “Veltroni è stato chiaro – ha concluso Fini – e Berlusconi deve aprire le orecchie su questo: Veltroni ha parlato di legge elettorale, ma anche di poche ed esenziali
riforme istituzionali”.

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