Berlusconi al contrattacco: il G8 parte sotto buoni auspici

Berlusconi al contrattacco: il G8 parte sotto buoni auspici

Ci si poteva immaginare un Berlusconi all’ angolo, stordito dalle critiche della stampa estera, incapace di far fronte ai problemi interni (ultimo in ordine di tempo il deragliamento di
Viareggio), schiacciato dalle responsabilità del g8.

Invece Berlusconi è più sicuro che mai, pronto a rispondere colpo su colpo: durante una conferenza a palazzo Chigi, il Premier afferma come “Questo G8 apre sotto buoni
auspici”
ed elenca tre motivi d’ ottimismo.

Il primo è il miglioramento continuo delle relazioni tra Usa ed Italia.

Inoltre, il messaggio di Papa Benedetto XVI che elogia il trasferimento del summit a L’ Aquila.

Infine, il Presidente del Consiglio si fa forte della fiducia dell’ elettorato, attestata intorno al 64,1%: un gradimento tipico dei grandi politici come Barack Obama, Luis Inacio Lula o Dmitri
Medvedev.

L’ industriale di Arcore passa poi a parlare specificamente del summit imminente.

Inizia assicurando come non ci saranno intoppi organizzativi perché: “Non c’é nessun pericolo per i rischi di eventuali terremoti perché gli edifici sono antisismici”.
Le dieci dichiarazioni finali – che riguardano diversi temi, dal terrorismo alla sicurezza alimentare -, sono pronte”.

Detto questo, Berlusconi ammette l’ esistenza di alcuni intoppi.

La Cina, ad esempio, fa resistenza sul dossier del clima e sul Doha round (le negoziazioni intorno alla struttura del WTO, l’ Organizzazione Mondiale del Commercio).

Controversie anche attorno alla questione dell’ Iran: i convenuti sono divisi tra chi vorrebbe una linea dura a base di sanzioni, come la Francia, e chi vorrebbe continuare a gestire il
problema con il guanto di velluto, tra cui l’ Italia.

Infine, forse il nodo più intricato, la scrittura di nuove regole su economia e finanza mondiale, ancora in fase molto sperimentale.

In ogni caso, il Presidente del Consiglio si auspica, comunque, è che i Grandi diano al mondo un messaggio di “fiducia” e “ottimismo” soprattutto sulla crisi.

Nella conferenza, Berlusconi ha anche trovato tempo e spazio per dire la sua su certa stampa.

Riguardo ai giornali esteri ostili, egli ritiene che siano mossi da fogli di basso valore (le accuse del Guardian vengono definite “Una grande, colossale cantonata di un piccolo
giornale”
, basate su un equivoco) le cui parole non avveleneranno il meeting de L’ Aquila perché “I miei colleghi conoscono bene i giornali e sanno valutarli”.

Polemica finale contro il gruppo editore de “La Repubblica”; rispondendo ad un giornalista di tale gruppo, Berlusconi ha affermato come “Mi sembra strano che la domanda venga da uno che
appartiene al suo gruppo editoriale che prima butta addosso delle calunnie, delle menzogne, dalle minorenni in poi, e poi se la prende con chi le riceve, perché queste calunnie fanno
male all’Italia”.

Matteo Clerici

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