Beni immateriali, Zanello: «valorizzare tradizione»

Milano – Creatività e saperi della tradizione, innovazione e accesso alla conoscenza, salvaguardia delle opere dell’ingegno delle comunità e degli individui, sono le
parole chiave del Convegno «Patrimonio culturale immateriale: tradizione locale e rete globale» che si è tenuto oggi all’Acquario Civico, realizzato in occasione dell’Expo
del 1906.

Nel corso dei lavori è stata discussa e illustrata la proposta di legge sul riconoscimento e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, in sintonia con la Convenzione UNESCO
del 2003, che definisce tale patrimonio come una delle più alte manifestazioni della creatività umana e della diversità culturale.

L’assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Massimo Zanello, ha introdotto i lavori ricordando le proposte UNESCO per la valorizzazione del patrimonio culturale.
«Si intende così valorizzare al meglio il nostro patrimonio più prezioso – ha detto Zanello – quella cultura intangibile e affascinante che viene trasmessa di generazione in
generazione e che racconta, attraverso espressioni, conoscenze, pratiche e rituali le radici e le identità del nostro territorio».

Il convegno ha presentato, nella prima parte, il percorso di Regione Lombardia per la valorizzazione del patrimonio immateriale – a partire dalla creazione nel 1974 dell’Archivio di Etnografia
e Storia Sociale-AESS – e ha sviluppato, nella seconda, una riflessione sulle opportunità offerte dall’ICT e dalla multimedialità per realizzare nuove modalità di fruizione
del patrimonio culturale e di diffusione dei saperi nella rete globale, nel rispetto assoluto del copyright.

Concreti esempi di applicazioni nel campo dell’Information e Communication Technology realizzate in collaborazione con le università lombarde e i principali partner del Polo formativo,
hanno dato un primo «assaggio» delle potenzialità di sviluppo del Polo nelle aree della conoscenza, della ricerca applicata e della formazione per i beni culturali.
Costituito da filmati, fotografie, testi scritti, registrazioni sonore di brani musicali e testimonianze orali, l’AESS è un esempio unico a livello nazionale e tra pochi a livello
europeo per ricchezza di testimonianze sulla creatività, sui saperi e sulle pratiche che costituiscono la varietà delle tradizioni lombarde.

«Con la proposta di legge per la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale», ha spiegato Zanello, «si vuole quindi consolidare e dare una prospettiva strategica a
processi di crescita civile, sociale e culturale della comunità lombarda, dando concreto supporto a quel patrimonio di saperi, di creatività e di esperienza che ha antiche
tradizioni nel nostro territorio e che va valorizzato, promosso e incentivato dall’azione regionale».

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