Teca dell'Ara Pacis, costi raddoppiati
2 Maggio 2008
Roma – Teca dell’Ara Pacis: dieci anni per completarla e costi raddoppiati, da 7 a 14 milioni di euro, una incredibile «leggerezza» che un’attenta analisi dell’area in
questione (archeologica, geologica e geotecnica), poteva essere evitata.
Un monumento allo spreco e all’incapacità di comprendere il senso della Roma barocca e della sua unicità. «E io pago» direbbe Toto’, cioè pagano i cittadini
contribuenti. Che fare, ora? Spendere altri soldi per abbattere la teca e trasferire l’Ara Pacis in altra area? No, sarebbe l’inno finale allo spreco di pubblico denaro. Siamo pronti a
ricorrere nuovamente alla Corte dei Conti, così come abbiamo fatto in precedenza (1).
Si possono fare piccoli interventi eliminando la fontana, recuperando così la prospettiva delle due chiese barocche. Occorre riportare in salvo l’area circostante recuperando, anche, il
Porto di Ripetta, i cui progetti sono depositati negli uffici comunali.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
(1)






