BENE IL DECRETO: IL CIPEM SARA' CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CON IL TAVOLO LOMBARDIA

Un giudizio positivo sul decreto legge firmato da Berlusconi, perché stabilisce una governance equilibrata di Expo basata sul «riconoscimento importante del ruolo di
tutti gli attori», e «ruota attorno ai punti indicati dalla Regione Lombardia». L’indicazione del «Tavolo Lombardia», presieduto
dal presidente della Regione, deputato a coordinare gli interventi regionali e sovraregionali legati all’evento e a realizzare le opere connesse «esterne al cosiddetto recinto
Expo».  L’impegno a sviluppare il ruolo di regia della Regione usando gli strumenti della programmazione negoziata per coinvolgere tutta la società
lombarda.  Ancora, la prospettiva di un Piano d’area Expo 2015.  Infine il lavoro, già messo in cantiere, per approfondire la riflessione, ma anche leggi e politiche,
sull’alimentazione, la sicurezza alimentare, l’educazione alimentare nelle scuole, la gestione delle acque, in una prospettiva internazionale.

Sono questi i temi principali toccati dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, questa mattina nell’aula del Consiglio regionale, alla vigilia della sua partecipazione
all’importante riunione a Roma del Cipem (Comitato di indirizzo e programmazione) convocata per venerdì dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per approvare gli
amministratori e lo statuto della società di gestione.

Per Formigoni questo Expo «è un evento unico, che va oltre gli ambiti abituali di esperienza e richiede quindi un salto di scala e una mobilitazione delle nostre
migliori energie». Non dovrà essere un Expo semplicemente di «grande esposizione e costruzioni simbolo», come nel secolo scorso, ma anche e
soprattutto di «condivisione e reti di conoscenze e buone pratiche», volano di risorse e modello «per affrontare le sfide globali».

GOVERNANCE – «Per questo il Governo regionale – ha ricordato Formigoni – si è impegnato per promuovere una governance di tutto il progetto Expo che fosse capace di
sancire la collaborazione di sistema, che aveva portato alla vittoria, per costruire attraverso l’Expo una condivisione internazionale del modello Lombardia, e di coinvolgere e attivare tutti i
soggetti e le articolazioni della realtà lombarda».  Il presidente si è anche «speso personalmente perché Regione Lombardia
potesse avere un ruolo da protagonista, data la funzione insostituibile che come governo territoriale può svolgere, allo snodo tra livello locale e livello globale».

BENE IL DECRETO – Per questo il giudizio di Formigoni sul decreto del presidente del Consiglio «è positivo». Positivo è l’ampio coinvolgimento
del Governo – 9 ministri, più due sottosegretari, oltre al presidente del Consiglio (art. 2) – che «conferisce autorevolezza al Comitato e garantisce il massimo
impegno dell’esecutivo nazionale nel sostenere e finanziare il progetto». Positivo è anche il fatto che il Comitato di Indirizzo «esercita i diritti
spettanti al consiglio di amministrazione» (art. 5). E molto importante è il Tavolo Lombardia (art. 6), presieduto dal presidente della Regione, deputato a coordinare
tutti gli interventi regionali e sovraregionali legati all’Expo. «Sarà lo strumento – ha sottolineato Formigoni – che consentirà il coordinamento degli
interventi infrastrutturali per le opere connesse (cioè quelle citate dal dossier, ma esterne al cosiddetto «recinto Expo»); inoltre
costituirà la cabina di regia di tutte le attività sul territorio legate all’evento e lo strumento concreto per connettere queste attività con progetti
nazionali e internazionali».

PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA – Regione Lombardia ha introdotto nello spirito del decreto il metodo della programmazione negoziata, «metodo distintivo – nota il presidente – del suo
stile di governo, che si è rivelato vincente in tutte le sfide importanti per la Lombardia», che potrà avvalersi di una gamma di strumenti efficaci, come
un Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (capace di progettare e promuovere l’impegno di tutti i soggetti del territorio), un Accordo di programma per la sicurezza idraulica e per il
miglioramento qualitativo delle acque dell’area milanese, e addirittura un Piano Territoriale d’Area per Expo per individuare gli obiettivi socio-economici ed infrastrutturali da perseguire,
dettare i criteri per il reperimento e la ripartizione delle risorse finanziarie e disporre indicazioni puntuali e coordinate riguardanti il governo del territorio. Infatti le disposizioni e i
contenuti del Piano Territoriale Regionale d’Area hanno efficacia diretta e cogente nei confronti degli strumenti urbanistici di Comuni e Province.

TAVOLO LOMBARDIA E RUOLO DI REGIA – «Con il Tavolo Lombardia -afferma il presidente Formigoni – assumiamo un grande ruolo di regia che deve servire a costruire un nuovo paradigma
di organizzazione del grande evento». Il Tavolo riunisce sotto la presidenza regionale tutti i componenti del Cipem, il Commissario straordinario nonché i
rappresentanti di istituzioni locali, nazionali e internazionali e altri soggetti pubblici e privati interessati agli interventi.

«È significativo – nota il presidente lombardo – che venga attribuito alla Regione un ruolo di coinvolgimento che va al di là della propria
sovranità territoriale, esprimendo così un riconoscimento anche per l’attività internazionale che il Governo lombardo ha sviluppato in questi anni. La
funzione della Regione sarà dunque essenziale per esprimere tutto lo spessore di un progetto che rappresenta l’intero Paese di fronte al mondo». La Regione si propone
di «valorizzare tutte le eccellenze e competenze presenti nel sistema lombardo rispetto al tema dell’Expo, promuovendo l’elaborazione di leggi e policies che costituiscano modelli
da condividere e attuare, facendone oggetto di un confronto internazionale». «Se sapremo chiamare tutti gli operatori della filiera ad una
corresponsabilità – nota ancora Formigoni – potremo anche orientare il settore verso politiche dell’alimentazione sempre più eque, innovative e sicure».

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