Basilicata: I tartuficoltori lanciano un grido d’allarme

Basilicata: I tartuficoltori lanciano un grido d’allarme

Il grido d’allarme lanciato dai tartuficoltori lucani in ordine alla carenza dei meccanismi di vigilanza e tutela delle produzioni, in particolare nell’area del Serrapotamo soggetta a incursioni
extraregionali ancora poco monitorate e prive di una mappatura delle aree vocate alla raccolta del tartufo, ha costituito oggetto di una sollecitazione che l’Assessore Regionale all’Agricoltura,
Vincenzo Viti, ha indirizzato al Dipartimento Ambiente perché si pongano in atto con urgenza tutte le iniziative necessarie per il potenziamento delle attività di controllo del
territorio che sono, come è noto, devolute alle Comunità Montane oltre anche agli organi istituzionali (Corpo Forestale, Nas Carabinieri, Polizia Provinciale, Polizia Locale Urbana
e Rurale nonché Guardie Giurate delle Associazioni venatorie), e di mappatura delle aree ad interesse tartufigeno, sicchè sia possibile attivare una razionale gestione della
risorsa.

L’Assessore Viti ha inoltre rammentato che la Legge Regionale N. 35/’95 che disciplina la coltivazione e la commercializzazione dei tartufi, ne autorizza la raccolta  esclusivamente per
coloro che dispongono del tesserino di idoneità, rilasciato a seguito di un esame da parte delle Comunità Montane.

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