Umbria: La “New Green Revolution”, un futuro oltre la crisi

Umbria: La “New Green Revolution”, un futuro oltre la crisi

Montefalco (Pg) – Una “new green revolution” del comparto agricolo umbro per superare la crisi economica globale che colpisce anche le aziende vinicole. La propone Marco Caprai,
dell’omonima cantina di Montefalco, che con altre sei aziende umbre sta mettendo a punto un progetto con il quale presentarsi all’ Expo Milano 2015 e che punta su una “viticoltura sostenibile”.
   

Una crisi pesante, che ha visto il consumo pro capite di alcool in Italia scendere da 45 a 40,5 litri nel 2009, con una flessione quindi del 10 per cento. Ma è tutta l’agricoltura umbra
che è in difficoltà, con costi di produzione aumentati e prezzi di vendita crollati.   

L’azienda “Arnaldo Caprai”, che è tra quelle che hanno maggiormente contribuito a lanciare il Sagrantino a livello internazionale, già dal 1995 aveva avviato queste pratiche per la
“sostenibilità” che prevedono l’ utilizzo integrato dei pesticidi, di materiali a base-bio e di livelli minimi di solfiti, la preservazione della biodiversità, il riutilizzo e la
riconversione dei materiali ed in genere la prevenzione dell’ inquinamento. 

Ma è tutta l’agricoltura umbra – ha detto Caprai – che, “finito il tempo delle sicurezze”, deve “definire una mission comune”. Sono indispensabili “investimenti a lungo termine” ed una
“strategia condivisa” con la “conversione ad una filosofia produttiva cento per cento green, coerente con l’ambiente, economicamente valida, eticamente giusta”.   

“Umbria green wine” può essere lo slogan – dopo quello storico e fortunato “L’Italia ha un cuore verde, l’Umbria” – di questo insieme di azioni per affermare e caratterizzare a livello
mondiale il vino di una regione piccola ma che è la decima in Italia per produzione: 14.500 ettari di vigneti ed un milione 200 mila ettolitri di vino, di cui il 25 per cento è a
denominazione di origine.    

Una realtà comunque troppo “frazionata e poco coesa” con 14 denominazioni, 13 cantine sociali, 200 aziende individuali ed una superficie media aziendale di 0,25 ettari. E’ quindi
indispensabile – ha detto Caprai – “fare massa critica tra imprese per comunicare e ridurre i costi di distribuzione” e per presentarsi in un mercato sempre più globale.
   

Le risorse per realizzare questo “progetto per l’Umbria sostenibile” – ha detto Caprai – possono provenire principalmente dal Piano di sviluppo rurale 2007-2013 che ha riservato all’ Umbria un
miliardo del quale è stato utilizzato solo un 20 per cento. Ci sono poi quelle reperibili con la nuova Ocm vino che hanno messo a disposizione per l’Italia 370 milioni.
   

La crisi attuale è ancora più preoccupante – ha sottolineato Caprai –  perché a livello mondiale si produce più vino di quello che si consuma. L’Australia, ad
esempio, ha una eccedenza di produzione vinicola del 30 per cento e per lo Champagne francese, che da tempo si produce a regime ridotto, quest’ anno si prevede un calo di vendite del 40 per
cento. In Umbria, in base alla nuova Ocm vino molto criticata da Caprai, nei prossimi cinque anni saranno espiantati più di 500 ettari di vigneti.  Caprai è anche critico sulle
nuove leggi antialcool che stanno portando – ha detto – ad una “demonizzazione del bere” e non ad una “promozione del bere consapevole”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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