Basilicata: Agricoltura Sociale, Nuova frontiera della Multifunzionalità
14 Ottobre 2008
“Tra le mille sfaccettature dell’agricoltura, quella sociale rappresenta una nuova frontiera della multifunzionalità, riuscendo a interconnettere l’elemento della
solidarietà con quello della ruralità”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore Regionale all’Agricoltura, Roberto Falotico, partecipando questa mattina al progetto pilota
“Penna di Viggiano – Coltello di Avigliano”.
L’iniziativa, organizzata dal Gal Basento Camastra, dai Comuni di Avigliano e di Viggiano e dal Consorzio di tutela e valorizzazione della Doc “Terre dell’Alta Val d’Agri”, ha previsto
una tappa nell’azienda Pisani, in agro di Viggiano, per consentire ad un gruppo di ragazzi disabili di essere protagonisti delle operazioni di raccolta uve per la vendemmia 2008.
“Ogni intervento atto a migliorare la qualità della vita di chiunque viva una forma di disagio è encomiabile – ha aggiunto Falotico -. Il valore aggiunto di questo
progetto sta nella promozione di un modello di sviluppo rurale che contempla la presenza di attività collaterali a processi riabilitativi e rieducativi nell’ambito del sistema
produttivo della azienda agricola. In questo modo si agisce in funzione della prevenzione e della gestione del disagio allargando il ventaglio della fruibilità delle aree rurali
della Basilicata, da sempre portatrici di ideali e valori legati alla solidarietà”.
“Le attività legate all’agricoltura sociale non possono né devono sostituire le terapie tradizionali medico-sanitarie – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura – ma le
affiancano supportandole, integrandole e rafforzandole, nella consapevolezza crescente della loro importanza in quanto promotrici di emancipazione sociale”.
“La Regione Basilicata, sostenendo questi interventi sperimentali e dimostrativi – ha concluso Falotico – intende supportare quei progetti pilota che consentano all’azienda agricola di
ampliare la propria offerta, introducendo nuove tipologie di attività a sostegno dei servizi socio-assistenziali nelle aree rurali. Questo modello pone le basi per qualificare
meglio l’attività agricola nel territorio stabilendo forti legami con la comunità locale e indirizzandola verso un futuro proficuo partenariato tra imprese agricole e
servizi socio-sanitari”.




