Basilicata, 500 imprenditori per un vino da Oscar

La Basilicata per anni ha sofferto una situazione economica non positiva, causata dalla grande frammentazione delle iniziative e della proprietà agricola, oggi, però, un primo
segno di superamento dei limiti imposti da questa situazione si scorge nei grandi risultati ottenuti di dalla Cantina Sociale di Venosa, che unisce 500 mini tenute agricole, di cui la
più vasta misura 15 ettari e la più piccola 300 are.

La Cantina Sociale è nata nel 1957 dall’opera di 12 soci, che producevano vino all’interno delle grotte di Venosa e, con l’aumentare dei soci, sono sorti due stabilimenti, visibili sulla
via Appia all’ingresso del paese.
Il vino prodotto a Venosa si è imposto con grande successo nel nord Europa, in Inghilterra e Danimarca ed è approdato in America, dove viene distribuito dal secondo importatore
statunitense, Antonio Locascio.

E il resto della storia si legge nelle parole del direttore generale della Cantina Sociale, Antonio Teodora, che afferma con soddisfazione: “Lavoravamo le uve e vendevamo il vino da taglio per
i grandi baroli, brunelli e amaroni del nord. Poi ci siamo detti: quello che va bene per gli altri, perché non lo imbottigliamo in casa nostra?”.
Come dargli torto? Il “progetto bottiglia”, basato sull’ampliamento delle etichette, su grandi investimenti e su una nuova linea di vinificazione, ha portato ad una vendita di 600 mila
bottiglie e ad un fatturato di 3 milioni di euro.

Insieme a grandi riconoscimenti italiani e internazionali, come l’oscar per il rapporto qualità prezzo vinto dal Vignali.
Un grande successo italiano, quindi, basato sull’amore per i prodotti del territorio e sulla capacità di lavorare insieme per ottenere risultato migliori.

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