BankItalia e Politecnico: Capitale Sociale, una risorsa, trascurata, per la ripresa

BankItalia e Politecnico: Capitale Sociale, una risorsa, trascurata, per la ripresa

—–Original Message—–
Date: Thu, 5 Dec 2013 14:57:42
Subject: CAPITALE SOCIALE, UNA RISORSA (TRASCURATA) PER LA RIPRESA  Banca d’Italia e Politecnico Milano – Bankitalia – Assoedilizia

        Assoedilizia – Property owners’ Association Milan Italy

Se ne è parlato al Politecnico di Milano in collaborazione con la Banca d‘Italia

IL CAPITALE SOCIALE, UNA RISORSA (TRASCURATA) PER LA RIPRESA

 

 

 

“Se ci sono fenomeni di protesta sociale, questo e’ fisiologico che ci sia ed e’ assolutamente comprensibile che ci sia”. Lo si è  affermato al convegno dedicato al Capitale Sociale –
Una risorsa per la crescita economica al Politecnico di Milano.

“Veniamo da cinque anni terribili con due recessioni, una di seguito all’altra, prima mondiale, poi europea e poi specificatamente italiana (il Pil negli ultimi cinque anni è calato del
9%)” si è aggiunto.

“E’ importante capire che non puo’ esserci un vero sviluppo economico se non cresce la fiducia, il senso civico e la moralita’ pubblica”:

E  il Capitale Sociale proprio su questo si regge.
Ma i dati disponibili non sono incoraggianti.

Secondo Transparency International l’Italia resta il Paese economicamente avanzato più corrotto nel mondo mentre la sua competitività si è abbassata al livello dei Paesi
emergenti.

E, soprattutto, poco o nulla si è fatto e si sta facendo, nonostante impegni verbali e proclami, per cambiare le cose arrestando un declino, morale ed economico insieme, che a molti appare
inarrestabile.

Avulsi dal generale contesto negativo, emergono iniziative virtuose: ad esempio una complessa operazione di stima del patrimonio immobiliare della Banca d’Italia in collaborazione con il
Tribunale di Milano;  e interessanti dati sono stati forniti da  Revc Abc Market sull’accessibilità alla casa da parte della famiglia media e sul disallineamento tra domanda e
offerta del mercato immobiliare.

Tagli alle spese, cali dell’occupazione e lavoro precario,  fanno dell’Italia un paese immobile; come tale produce disuguaglianze, diventate con la crisi ancora più inaccettabili e
insopportabili.

Sta peggiorando la disuguaglianza che produce rallentamento della mobilità economica tra le generazioni.

In altre parole: i figli delle famiglie meno abbienti saranno più poveri.

Per loro diventa difficile se non inimmaginabile un possibile riscatto sociale.

Nell’ultimo decennio si sono iscritti all’università e laureati sempre meno figli di genitori non laureati; nel mondo del lavoro, ancora prima della crisi, quando l’occupazione cresceva,
si è consolidata una disparità di trattamento economico tra “atipici” e “dipendenti standard”.

Il lavoro c’era, ma il salario era differente in ragione del contratto. Una disparità che oggi rende più acuto il divario e più difficile il riscatto generazionale.

Che fare?  Intervenire con un’ampia gamma di riforme sulle istituzioni. Il che ci riporta alle considerazioni di inizio articolo, un gatto che si morde la coda.

La cronaca del convegno ha visto l’apertura dei lavori di Giuseppe Sopranzetti, direttore della sede di Milano della Banca d’Italia; gli interventi di Giovanni Azzone, rettore del Politecnico, di
Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, di Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia.

E’ seguita una tavola rotonda moderata da Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore,  dal titolo Creare valore: il patrimonio immobiliare pubblico, con gli interventi di Roberto Bichi,
presidente della Prima sezione civile del Tribunale di Milano; Stefano Della Torre, direttore del Dipartimento Abc Polimi; Giuseppe Lucibello, direttore generale Inail; Nunzio Minichiello,
direttore centrale della Banca d’Italia; Mauro Nori, direttore generale dell’Inps; Stefano Scalera, direttore dell’Agenzia del Demanio.  

Invitato il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, che ha commentato:

“Nel nostro Paese esistono vaste risorse culturali, morali,  sociali, economico-finanziarie non pienamente impiegate.

Ma c’e’ un passaggio preliminare che va compiuto.

E’ necessario  il risanamento morale della vita pubblica e politica perche’ l’Italia torni a reinvestire su se stessa ed a prosperare.

La ripresa di fiducia nel futuro, da parte dei cittadini, passa inevitabilmente da questo stadio.   

” Ed anche le riforme costituzionali, che concernono la vita delle istituzioni democratiche, pur estremamente necessarie, sono da considerarsi senz’altro, sul piano logico e politico, prodromiche
se si vogliono risanare i mali del Paese.

Ma esse sono la condizione necessaria e non sufficiente, poiche’ occorre anche che la vita pubblica riacquisti credibilita’ agli occhi dei cittadini: solo in tal caso potra’ esserci quella
ripresa di fiducia nel futuro da parte del popolo, senza la quale non ci sara’ crescita sociale ed economica e progresso.

Su questo piano occorre dunque un profondo risanamento del Paese.»   

  
Foto:
Achille Colombo Clerici tra il direttore della Banca d’Italia Milano Giuseppe Sopranzetti a sin. ed Alfio Noto, gia’ Direttore della stessa sede Bankitalia
 

Redazione Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento