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Bambini al ristorante, non più croce ma delizia

Bambini al ristorante, non più croce ma delizia

By Redazione

I bambini urlano, i bambini disturbano, i bambini sono un impiccio.
In un ristorante tradizionale, in effetti essi rappresentano una categoria di clientela non troppo gradita.
E così nell’epoca del tanto declamato benessere, di quello “familiare” se ne occupano solo gli alberghi, mentre fatica a farsi spazio nelle altre forme di socialità, specie in
Italia.
Il caso del ristorante è emblematico.
Le strutture in grado di offrire servizi per il mondo dell’infanzia stanno cominciando ad emergere come categoria propria,ma siamo solo agli inizi e ancora ben lontani, ad eccezione di pochi casi
che si contano sulle dita di una mano, che ricalcano il concept del family restaurant tanto diffuso in nord Europa.

Eppure tra le modalità emergenti nella ristorazione fuori casa vi è la tendenza a ricreare l’ambiente domestico, ignorando il fatto che nella società attuale gli impegni
lavorativi di uno o entrambi i genitori consentono al nucleo familiare di ricomporsi solo per una breve fascia giornaliera o addirittura nel fine settimana.
D’altra parte è difficile immaginare che un ristorante concepito per gli adulti possa contemplare anche il chiassoso e impertinente universo dei piccoli che, proprio al ristorante spesso
danno il peggio di sé, con buona pace dei genitori che si disinteressano a loro, lasciandoli fare cose che a casa si guardano bene dal permettere, come scorrazzare in mezzo alla sala,
lanciare urli, strepiti e schiamazzi arrecando disturbo al pubblico adulto.
La ristorazione ignora il fatto che il nucleo familiare oggi si ricompone solo per una breve fascia giornaliera o nel fine settimana e che quindi un servizio di ospitalità per bambini
potrebbe essere molto apprezzato dalla clientela.

QUALI SOLUZIONI?
La soluzione più semplice ed anche quella più adottata dal mondo della ristorazione è quella di ignorare i bambini, ovvero di organizzare la propria location e di conseguenza
l’offerta gastronomica in funzione delle esigenze di un pubblico adulto. Una scelta che solitamente risponde alla convinzione che le esigenze di adulti e bambini non possano coincidere e nemmeno
trovare una soluzione comune. In realtà esistono esempi che dimostrano che la coesistenza non solo è possibile ma può rappresentare una grande opportunità di
incremento per l’attività di ristorazione.
Il Ristorante romano “Briciole e Favole” ha trovato il giusto mezzo creando un ambiente giovane e dinamico indirizzato alle famiglie. La qualità della cucina innanzitutto, ma anche
l’ospitalità sia degli adulti, sia dei più piccoli con l’offerta di un servizio di ristoro ed animazione eseguito da personale altamente qualificato.
Ad Opera Prima, ristorante milanese specializzato in cucina di stampo mediterraneo ed atmosfera accogliente, Alessia, la titolare, partendo da un’esigenza personale, essendo mamma di un bambino
di tre anni, da settembre ha allestito al piano di sotto del locale una sala dedicata ai bambini.
Così la famiglia ha l’opportunità di passare una serata tra amici in compagnia dei propri figli che, al piano di sotto, con un menu dedicato, potranno divertirsi giocando in tutta
sicurezza in una sala attrezzata con giochi dai 2 agli 8 anni.
Il venerdì e sabato sera dalle 19,30 alle 24,00 è presente una baby sitter gratuita.
L’esperienza è socializzante: i bambini mangiano tutti insieme mentre i genitori possono godersi la loro serata in compagnia. Il costo del Baby menu è di soli euro 8,50, baby sitter
compresa.
Con gli introiti riusciamo solo a coprire i costi, ma questa novità ha fatto il giro della città e l’incremento di clientela è stato notevole.
Al Ristorante Quattrocento, sempre a Milano, si sono inventati il Brunch domenicale con laboratori per bambini. Mentre i genitori si gustano il loro pranzo, i bambini sono impegnati in
attività creative e seguiti da specialisti in un ambiente sicuro e protetto.
Nelle giornate di sole si potrà usufruire del grande giardino. Le proposte sono state pensate per bambini dai 4 agli 11 anni. I bambini sino a 5 anni non pagano, quelli dai 5 ai 12 pagano
12,50 €.

A BOLOGNA, IL PRIMO FAMILY RESTAURANT
A Bologna c’è il Ristorante da Babette, il primo dei family restaurant italiani, concepito a misura per le famiglie. Il motto è “No bimbi, no party”, qui si può fare
ciò che si vuole, ovvero i bambini possono sedere al tavolo con i genitori conmenu separati, oppure entrare in uno spazio a loro dedicato dove giocano intrattenuti dalla baby sitter.
Le attrezzature, dai seggioloni ai bavaglini sono gratuitamente messe a disposizione delle famiglie, in modo da permettere ai genitori di mangiare liberamente, mentre i bambini si
divertono.
E in occasione di feste di compleanno e del sabato sera sono organizzate vere e proprie rappresentazioni teatrali e giochi creativi, per favorire la socializzazione e il divertimento. Curati in
modo particolare gli allestimenti, caratterizzati da composizioni e sculture a tema che vivacizzano e creano un ambiente festoso e divertente per i bambini.
Molte le proposte menu che portano i nomi dei personaggi più amati dai piccoli, dai supereroi ai protagonisti dei cartoni animati, come il menu Spiderman, di Braccio di Ferro, di Harry
Potter per citarne solo alcuni, tutti adatti ai gusti dell’infanzia, prodotti con materie prime selezionate e serviti in un’apposita vaschetta.
Gli ingredienti assumono le forme del gioco, ad esempio il menu Harry Potter prevede scaloppina della pietra filosofale con patatine che per l’occasione si trasformano in bacchettine magiche. O
come quello dedicato alle Winx, propone crepes al formaggio e prosciutto fatate alla Bloom seguite da scrigno di flora. Perché, si sa i piccoli sono più interessati al gioco che al
cibo.

Al Mongolian Barbecue… buon appetito, piatto pulito.
Buon appetito, piatto pulito. Un motto che i bambini imparano alla mensa scolastica e che il ristorante giapponese Mongolian Barbecue di Milano mette in pratica alla lettera, tanto da “multare”
(con un sovrapprezzo) i golosi chi riempiono il piatto e poi lasciano il cibo.
Il pranzo, a buffet, offre un’ampia gamma di piatti dell’antica tradizione orientale: grandi e piccini scelgono cosa e quanto mangiare; piccini e grandi si incantano a guardare carne, pesce e
verdure cucinati sulla griglia delle esperte mani dello chef.
Si può fare il bis e perfino il tris, ma guai a sprecare.
Una “regola” per bambini che, più che con le raccomandazioni, si impara meglio con l’esempio degli adulti.

Silvana Giavardi

Per gentile concessione Catering, Rivista della ristorazione e dei consumi fuori casa, n° 1 Gennaio/febbraio 2010  Direttore: Roberto Martinelli – direttore@edizionicatering.it

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