Per WAWWJ: il quinto miglior vino mondiale è uno spumante del Brasile, Moscatel Casa Perini

Per WAWWJ: il quinto miglior vino mondiale è uno spumante del Brasile, Moscatel Casa Perini

di Franco Vergnano

Inviato Speciale Newsfood.com

BRASILIA

Chi si immaginava che il quinto miglior vino al mondo fosse niente meno che brasiliano? Ebbene sì, così hanno sentenziato i giornalisti aderenti alla Associazione Mondiale dei giornalisti esperti in vini e liquori (WAWWJ) che hanno piazzato uno spumante della Casa Perini tra i vini da prediligere a livello mondiale. E chi pensasse a cifre dell’altro mondo, anzi emisfero parlando di Brasile, avrà invece una piacevole sorpresa: la bottiglia carioca costa 43,50 real, meno di 12 euro…
E non basta: il Brasile piazza ben 11 vini tra i 150 migliori del pianeta, al vertice di quali ce n’è uno australiano.

Il Brasile, con qualche tormento politico, mostra però una situazione economica in ripresa che lascia ben sperare sul piano della domanda interna e dei consumi, anche premium tra i quali rientrano a pieno titolo il food and beverage di qualità.

Il paese sudamericano, come ha affermato l’ambasciatore in Italia, Antonio Patriota, sembra essere uscito dalla recessione, con due trimestri che hanno visto il segno più davanti al dato del Prodotto Interno Lordo. Ma è il quadro complessivo ad apparire più roseo: più posti di lavoro, incremento della domanda e dei consumi, taglio del tasso di inflazione che prima falcidiava salari e potere d’acquisto.

Più della metà della popolazione del Brasile (oggi il totale ammonta a circa 210 milioni di persone), che spicca per una bassa età media, ha compiuto nell’ultimo periodo un balzo nella classe di reddito entrando in quel cluster con un forte potenziale di consumo che può aspirare – guardando ai rapporti bilaterali tra i 2 paesi – anche ai prodotti del made in Italy.

Il riferimento al nostro Paese era sostanzialmente inevitabile: l’ambasciatore Patriota ha infatti incontrato, nel capoluogo lombardo, la business community che si riunisce intorno a Lide,  il network di imprese con interessi in America Latina.

 

Ma Made in Italy spesso significa anche lusso: ed anche per questo segmento premium c’è spazio a Rio de Janeiro e dintorni dal momento che 3 milioni di brasiliani sono collocati in quella fascia di ultraricchi: 31 miliardari, 172 milionari e 245 mila persone appartengono all’1% più ricco al mondo. Solo a San Paolo vivono 14 miliardari e la città ha più elicotteri di qualsiasi altra città del mondo. Un’immagine stridente con quella delle favelas e anche con quella di un immenso Paese afflitto dalla corruzione: in Brasile migliora sensibilmente il Corruption Index ed il paese si è anche aggiudicato un Transparency Award.

 

Un contesto di base in via di risanamento non può che favorire lo sviluppo della presenza di investitori stranieri tra cui gli italiani rivestono un ruolo importante: basti pensare che la presenza di aziende italiane è quadruplicata tra il 2007 ed il 2016. E le prospettive appaiono interessanti: con il Progetto Crescer il Brasile sta puntando, fra l’altro ad uno sviluppo infrastrutturale che, al momento ha trovato il suo ideale luogo d’elezione lungo la costa da nord a sud.

Franco Vergnano
Inviato Speciale
Newsfood.com

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