Assolto Colombo: non riportò la sifilide dall’America

Assolto Colombo: non riportò la sifilide dall’America

Cristoforo Colombo non ha portato la sifilide in Europa dall’America. La malattia era presente nel Vecchio Mondo prima che il genovese ed il suo equipaggio tornassero dai viaggi oltreoceano.

Questo il risultato di una ricerca condotta dal dottor Brian Connel, osteologo, e riportata dal quotidiano britannico “The Times”.

Connel e colleghi hanno esaminato i resti di sette scheletri umani, rinvenuti nell’odierno quartiere di Spitalfields (zona est di Londra) una volta sede dell’Ospedale di Santa Maria ( St. Mary
Spital).

L’attenzione degli esperti si è subito concentrata su due soggetti, una donna ed un bambino, molto probabilmente madre e figlio. In base alla datazione col radiocarbonio e ai reperti nel
tumulo, essi risalgono ad un periodo compreso tra il 1250 ed il 1400.

Cosa più importante, le loro ossa, cranio in particolare, mostrano le classiche macchie provocate dalla sifilide. Secondo i medici il morbo li uccise prima del tempo (il piccolo aveva 10
anni) e tra atroci sofferenze, specie nella parte terminale della patologia. Il minorenne era cieco, privo di capelli e con denti posti ad un anglo di 45 gradi nella bocca, in grado di causare
forti dolori.

Secondo il dottor Connel il suo cranio “sembrava come la superficie lunare: i sintomi erano cosi’ evidenti”.

Lo scienziato conclude affermando come tali risultati provano come la sifilide fosse presente nelle isole britanniche (e dunque anche sul Continente europeo) prima della partenza dalla Spagna
delle Tre Caravelle guidate da Colombo. Perciò, chiosa il medico, “Queste analisi mettono l’ultimo chiodo nella bara delle accuse contro l’esploratore”.

FONTE: “Christopher Columbus crew cleared of giving Europe syphilis”, The Times, 25/10/010

Matteo Clerici

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