Assegnate a Wind nuove frequenze GSM

La Direzione Generale per i Servizi di Comunicazione Elettronica e di Radiodiffusione del Ministero delle Comunicazioni ha accolto l’istanza avanzata il 22 giugno 2007 da Wind Telecomunicazioni
Spa di ampliamento delle risorse frequenziali, assegnando alla stessa Wind frequenze telefoniche per GSM pari a 5 Mhz in banda 900 Mhz, previa restituzione dei 5 Mhz provvisori precedentemente
assegnati alla Società in banda 1800 Mhz.

Le frequenze a 900 Mhz si sono rese disponibili a seguito della cessazione definitiva del servizio radiomobile pubblico di comunicazione analogico Tacs da parte di Tim Italia S.p.a. alla data
del 31 dicembre 2005.

La progressiva cessazione del servizio Tacs, permette di razionalizzare l’uso della banda 900 Mhz, soprattutto per quelle assegnazioni che risultano ancora frammentate a livello di
contiguità dei canali di pertinenza di ciascun operatore e disomogenee.
L’operatore Wind Telecomunicazioni S.p.a. fino ad oggi risultava infatti titolare di una minore quantità di risorse spettrali (4.8 Mhz rispetto ai 12,2 dell’ex Tim Italia S.p.a. – oggi
Telecom Italia spa – ed ai 10.2 di Vodafone Omnitel N.V).
Tale mancanza di frequenze nella banda 900 Mhz ha comportato svantaggi competitivi del gestore telefonico di fronte ai concorrenti in termini di:

* differenze infrastrutturali, dovendo la società Wind Telecomunicazioni spa affrontare maggiori investimenti e costi per fornire il servizio a causa della minore penetrazione e della
minore estensione delle celle a 1800 Mhz;
* mancati ricavi;
* perdita di clienti;
* difficoltà a conquistare quote di mercato;
* difficoltà a fornire servizi integrati fisso/mobile;
* impossibilità di ospitare MVNO (operatori mobili virtuali).

Peraltro la porzione di banda 900 Mhz in dotazione fino ad oggi a Wind è in parte interferita dall’uso di apparecchiature cordless, interferenze che limitano il numero di canali
effettivamente utilizzabili.
L’assegnazione a Wind di frequenze pari a 5 Mhz è a titolo provvisorio, ferma restando un’eventuale revisione della medesima assegnazione in esito alla consultazione pubblica indetta
dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sull’utilizzo delle bande 900, 1800 e 2100 Mhz.

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