Antonio Boggia serial killer di via Bagnera a Milano
17 Dicembre 2025
Via Bagnera è la via più piccola di Milano, lunga circa 50 metri e talmente stretta che non ci passa un’auto: con muri alti e un pavé antico, crea un’atmosfera piuttosto suggestiva e “raccapricciante”.
Qui, tra, gli anni 1849 e 1861, visse Antonio Boggia, autore di una serie di omicidi premeditati; fu processato e impiccato a Milano nel 1862. Movente?… soldi, solo soldi.
Milano, 17 dicembre 2025
| A cura di ASSOEDILIZIA informa |
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
VIA BAGNERA, IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO E LA SUA LEGGENDA
Milano oggi è una metropoli dinamica e internazionale: centro economico e finanziario d’Italia, unisce moda, design e innovazione tecnologica a una forte identità storica. Ma accanto a questa immagine, sopravvive, misconosciuta, una “città oscura” dove storia e leggenda si fondono.

Via Bagnera è la via più piccola di Milano, lunga circa 50 metri e talmente stretta che non ci passa un’auto: con muri alti e un pavé antico, crea un’atmosfera piuttosto suggestiva e “raccapricciante” ed è rimasta inalterata dall’800, un luogo fuori dal tempo. Collega Via Santa Marta a Via Nerino ed è situata dietro la più trafficata Via Torino. L’area delle Cinque Vie dove si trova è storica e interessante da esplorare: piccole vie medievali, botteghe, ristoranti e negozi caratteristici, non lontano dal centro turistico della città.
Qui visse e tristemente operò Antonio Boggia (immagine cover), ritenuto il primo serial killer documentato della storia italiana. Nato nel 1799 a Urio, un piccolo comune sul Lago di Como, in un contesto rurale povero, una vita apparentemente ordinaria come contadino e bracciante. Immigrato a Milano in cerca di miglior fortuna, si stabilì in un modesto alloggio con cantina di via Bagnera.
Tra gli anni 1849 e 1861, Boggia fu responsabile di una serie di omicidi premeditati, compiuti con modalità simili e a distanza di tempo l’uno dall’altro, caratteristica che oggi lo fa rientrare nella definizione moderna di serial killer.
Le vittime erano persone inermi e isolate, spesso conoscenti o vicini, che venivano attirate con promesse di aiuto, affari, ospitalità.
I corpi venivano occultati nella cantina, il movente principale era economico (denaro, proprietà), non l’impulso momentaneo.
Gli vengono attribuiti almeno quattro omicidi accertati, anche se alcune fonti parlano di possibili vittime i cui corpi non sono mai stati trovati. Scoperto, fu processato e giustiziato per impiccagione a Milano nel 1862, evento che attirò una grande folla.
Questo uno dei delitti che più colpì l’opinione pubblica.
Boggia fece credere a una vedova del suo paese di poterla aiutare a riscuotere una somma di denaro. La convinse a seguirlo nella cantina della sua casupola, un luogo appartato dove nessuno avrebbe potuto sentirli. Una volta scesi, la colpì alle spalle, senza darle il tempo di reagire. Il gesto fu rapido e silenzioso, segno di un’azione già decisa. Dopo l’omicidio, occultò il corpo murandolo all’interno della cantina, continuando poi a vivere come se nulla fosse accaduto.
Attorno a Boggia nacque quasi subito un’ aura leggendaria, amplificata dalla stampa e dalla tradizione popolare. Il suo comportamento contribuì a renderlo una figura mostruosa e disumanizzata, rara per l’epoca, tanto che si diffusero voci secondo cui fosse posseduto dal Demonio, praticasse riti oscuri, portasse sfortuna a chi parlava di lui. Quando fu catturato, molti giurarono che non camminava: scivolava come un topo. La fantasia popolare fece il resto: divenne “topo d’oro” per l’intelligenza feroce e la ricchezza nascosta. Ancora oggi c’è chi assicura che, percorrendo di notte via Bagnera, si avvertano improvvise folate gelide, le anime senza pace delle vittime.
In realtà il “caso Boggia” è importante perché mostra il passaggio da una visione religiosa del crimine a una più psicologica e sociale; anticipa concetti oggi centrali in criminologia (serialità, premeditazione, doppia vita); segna l’inizio della cronaca nera moderna in Italia.
Via Bagnera è raggiungibile con numerosi mezzi pubblici: Metro (M1, M3) con fermate Moscova, Cadorna, Duomo; autobus (50, 57, 60, 84, 94); tram (14, 2) o treni suburbani (Passante, S9) fermate Cadorna e Garibaldi, usando poi tram e autobus.
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