Antitrust: nel sistema finanziario italiano intrecci personali e azionari fra concorrenti senza paragoni in Europa
12 Gennaio 2009
Un azionariato, anche per le società quotate, spesso concentrato in capo a pochi soggetti e legato da patti, nonché una gestione caratterizzata da incarichi personali
doppi o addirittura multipli in società concorrenti e da intrecci del tutto peculiari rispetto al resto d’Europa. È il quadro del settore finanziario italiano che
emerge dall’indagine conoscitiva sui rapporti tra concorrenza e corporate governance conclusa dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, dopo oltre un
anno di lavoro. L’indagine ricostruisce, in più di duecento pagine, ricche di dati e tabelle, il quadro aggiornato degli assetti di governo societario di banche, compagnie
assicurative e società di gestione del risparmio, quotate e non quotate, in Italia, evidenziando i punti di forza e i punti di debolezza del settore e suggerendo, anche alla luce
dell’attuale crisi, i necessari interventi.
Secondo l’Autorità la situazione attuale impone un’attenzione alta sulla corporate governance: occorre, infatti, esaminare ancora più criticamente i rischi
impliciti che il fenomeno dei legami azionari e di incroci personali possono produrre. Da un lato, si tratta di potenziali effetti domino: l’instabilità di alcuni azionisti
può investire le imprese nelle quali è detenuto il capitale, e ciò a maggior ragione quando sono coinvolte più società concorrenti. Dall’altro
gli interessi “incrociati” e non sempre lineari tra soggetto finanziato e soggetto finanziatore, tra soggetto partecipato e soggetto azionista possono disincentivare
l’esigenza di chiarire al mercato l’assetto patrimoniale e i rischi assunti.
Se gli interventi statali a sostegno del settore bancario appaiono una misura necessaria nell’immediato, gli spunti dell’indagine sembrano dunque utili per guardare
“oltre”, ossia a come riprendersi dalla crisi di fiducia e credibilità del sistema, proprio ripartendo da nuovi assetti di governance.
L’Autorità auspica che l’indagine possa costituire un utile momento di approfondimento, con l’obbiettivo di individuare, pur nella fase attuale di turbamento
dei mercati finanziari, le aree dove si potrebbero ravvisare problemi di natura concorrenziale connessi ad aspetti di governance nonché possibili soluzioni, sia di carattere
normativo/regolamentare, nel rispetto dei ruoli attribuiti alle istituzioni preposte alla vigilanza sui mercati finanziari – in particolare Banca d’Italia, CONSOB, ISVAP -, che in
termini di raccomandazioni al mercato.
I risultati emersi impongono infatti, secondo l’Antitrust, l’esigenza di un nuovo processo – di regolazione, autoregolazione e di modifiche statutarie – che innovi, ad
esempio, sotto il profilo della trasparenza nei processi decisionali, della chiarezza nella attribuzione delle funzioni e responsabilità dei vari organi/comitati, nella
eliminazione dei cumuli di ruoli e incarichi tra concorrenti, nonché nella definizione più puntuale dei requisiti per figure rilevanti come gli amministratori
indipendenti.
È altresì necessaria una completa informazione sull’assetto dell’azionariato, soprattutto laddove caratterizzato da partecipazioni tra concorrenti (sotto il
limite Consob del 2% per le partecipazioni di rilievo). Per aumentare il livello di trasparenza, necessario per restituire fiducia nel sistema, occorre maggiore chiarezza nella
modalità di azione delle società nei processi di nomina, stesura dei bilanci, scelte di investimento da parte di azionisti essenziali quali le fondazioni. Occorre infine
individuare i necessari incentivi allo sviluppo di investitori istituzionali veri come i fondi comuni, e introdurre le più volte ventilate modifiche normative per la figura
giuridica delle popolari, soprattutto le quotate, con riferimento ai diritti di voto, ai limiti alle partecipazioni, alle clausole di gradimento.
L’indagine si è concentrata su quattro aree di analisi: i modelli di governance, i legami tra concorrenti, il ruolo delle fondazioni bancarie, le banche popolari e le
banche di credito cooperativo BCC.





