Allevamenti bovini in crisi, Cia: serve subito un Piano di settore

Allevamenti bovini in crisi, Cia: serve subito un Piano di settore

Subito un Piano di settore per le carni bovine. E’ quanto sollecita il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in una lettera al ministro delle Politiche
agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, nella quale si rileva che l’allevamento da carne italiano sta vivendo da un lungo periodo una crisi profonda.

Politi, nella lettera, lamenta il fatto che “il nostro è un Paese largamente deficitario nella produzione di carne bovina, ma pochissimo è stato fatto per dare prospettive certe
al futuro del settore”. Da qui l’esigenza di interventi in tempi brevi e estremamente concreti.

“Dobbiamo, tra l’altro, ricordare che -scrive il presidente della Cia- in questo momento le difficoltà sono presenti sia nei grandi allevamenti da ingrasso (prezzi dei vitelli francesi,
aumento dei costi di produzione) sia negli allevamenti impegnati nella produzione vacca-vitello, importante per la qualità delle carni (razze pregiate italiane) e per il ruolo di difesa
del territorio del Centro-Sud d’Italia”.

“Nella passata legislatura, dopo una lunga discussione all’interno della filiera, il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali -scrive ancora Politi- aveva approvato una bozza
di ‘Piano di settore delle carni bovine’. In tale ‘Piano’, tra l’altro, erano individuate le varie azioni che dovevano di seguito essere finanziate nel contesto generale dei Piani di
settore”.

“A tutt’oggi, seppure in molte riunioni svolte presso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali se ne sia accennato, nessuna proposta di ‘Piano di settore delle carni
bovine’ -sottolinea il presidente della Cia- ci risulta presentata. Per questa ragione riteniamo fondamentale che in tempi rapidi siano convocati i rappresentanti della filiera per giungere
all’approvazione del ‘Piano’ con i relativi impegni di spesa”.

Politi conclude la lettera al ministro Zaia evidenziando l’esigenza “di sostenere questo settore che garantisce in questo momento i consumatori con carni di grande qualità e sicurezza.
Non solo. Il settore è, in molte aree del Paese, garanzia di salvaguardia del territorio”.

D’altra parte, i numeri parlano chiaro e mettono in rilevo l’importanza che il settore bovino ha attualmente in Italia. Sono, infatti, oltre 90 mila gli allevamenti e di più di 2.200 le
imprese di macellazione. Gli occupati complessivi superano le 80.000 unità, mentre il valore della produzione agricola di carne bovina è di 4.200 milioni di euro (8 per cento
produzione agricola).

Dopo il tremendo crollo provocato dalla Bse, i produttori italiani, colpiti pesantemente da una crisi senza precedenti, hanno vissuto momenti difficili, ma hanno saputo reagire con decisione. E
oggi questo loro impegno è stato premiato. E’ stata riacquistata la fiducia dei consumatori che si sono rivolti di nuovo alla carne bovina. Ora, però, è assolutamente
indispensabile -sottolinea la Cia- che il Piano di settore venga varato al più presto proprio per sostenere l’azione degli allevatori che non possono continuare ad operare in un quadro
di incertezze e difficoltà, ma avere chiare prospettive di sviluppo.

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