Allergy Day: sono più di 120 mila i piemontesi allergici
12 Giugno 2009
Sono 120.318 i piemontesi che soffrono di allergie, il 58,8% dei quali è di sesso femminile. La maggior parte dei casi è concentrata nella fascia d’età compresa tra i 18 e
i 59 anni (61,4%).
I dati, in via di pubblicazione, sono stati resi noti in occasione dell’Allergy Day, la giornata nazionale contro le allergie che si svolgerà sabato 13 giugno.
Le attività di diagnosi e cura sono gestite, in Piemonte, dalla Rete regionale di allergologia, che ha il compito di coordinare i servizi presenti sul territorio, al fine di rendere
omogenee le prestazioni offerte e le modalità di approccio al problema. Le rilevazioni epidemiologiche relative alle patologie più gravi e l’organizzazione dell’assistenza
successiva all’evento acuto sono, invece, compito dell’osservatorio per le gravi reazioni allergiche.
Le diagnosi più frequentemente registrate dall’1 aprile 2004 al 31 dicembre 2008 sono le riniti (26,13%), l’asma (10,78%) e le pollinosi (4,29%) che, insieme, corrispondono al 41,2%
delle diagnosi totali. Le allergie che coinvolgono la cute rappresentano il 15,84% e sono in particolar modo l’orticaria (6,87%) e l’eczema (8,97%).
Le reazioni avverse ai farmaci sono il 4,19% e agli alimenti il 3,55%, di cui la metà è costituita dalla sindrome orale allergica correlata al polline.
Alla Rete di allergologia si sono rivolti 8264 cittadini nati in paesi stranieri e residenti in Italia. Le nazionalità più rappresentate sono quelle marocchina (16,66%), rumena
(14,75%) e albanese (8,92%). «I cambiamenti dello stile di vita imposti dal nuovo ambiente ai cittadini migranti – afferma Maurizio Galimberti, coordinatore della Rete – potrebbe essere
una delle cause di sviluppo di malattia allergica, così come ipotizzato e segnalato da recenti pubblicazioni europee e internazionali. E’ interessante notare come la distribuzione delle
diagnosi fra gli stranieri sia sovrapponibile a quella dei cittadini nati e residenti in Italia».
L’84,7% dei migranti allergici ha, infatti, tra i 18 e i 59 anni e il numero delle donne (5457) è quasi doppio rispetto a quello degli uomini (2807). Le diagnosi più diffuse
coincidono con quelle dei pazienti italiani.
«Un dato particolarmente significativo – continua Galimberti – riguarda la distribuzione delle diagnosi nei soggetti dei pazienti over 60. Rinite, asma e pollinosi, infatti, pur
rappresentando il 23,41% del totale sono decisamente inferiori al dato riferito alla popolazione generale (41,2%)».
Negli anziani le reazioni avverse da farmaci costituiscono il 9,24% del totale, più del doppio rispetto al 4,19% del dato complessivo. Le reazioni avverse da alimenti, invece, sono circa
la metà (1,54%) rispetto a quelle della popolazione complessiva.
Le segnalazioni di gravi reazioni allergiche sono state, nel periodo considerato, 1889 e la percentuale maggiore (45,94%) è stata determinata da anafilassi da puntura di imenottero,
seguita da anafilassi da allergia alimentare (24,96%) e da farmaci (5,11%). La fascia d’età più colpita è quella tra i 40 e i 59 anni (624 casi) e tra i 18 e i 39 (613).





