Allarme Cia: dichiarare subito lo stato di calamità naturale per l’agricoltura
12 Dicembre 2008
Attivare subito le procedure per dichiarare lo stato di calamità naturale in quelle zone dove l’agricoltura ha registrato danni ingenti (secondo una prima stima
ammonterebbero, a livello nazionale, ad oltre 200 milioni di euro) a causa del maltempo che da alcuni giorni ha colpito con eccezionale violenza il nostro Paese. Le Regioni interessate
devono, quindi, predisporre entro tempi brevi una “mappa” particolareggiata, in modo da poter intervenire in maniera tempestiva. E’ quanto sollecita la
Cia-Confederazione italiana agricoltori preoccupata per le pesanti conseguenze subite da molte imprese, dalle coltivazioni orticole in campo aperto devastate dalle acque e
dai terreni agricoli allagati in diverse province, con smottamenti e frane.
Per quanto riguarda le colture, si registrano danni -sottolinea la Cia- per quelle di zucchine, di insalata, di cavoli, di cavolfiori, di cicoria, di radicchio, di verza. Sono stati
devastati dalle acque i campi di cereali appena seminati. In alcune zone deve essere effettuata la risemina. La furia della pioggia e gli smottamenti hanno sradicato alberi da frutta,
olivi e alcuni vigneti. Il forte vento ha danneggiato seriamente serre, stalle e strutture aziendali, anch’esse allagate. Strutture che sono state danneggiate anche dalla copiosa
neve che è caduta in diverse zone del Paese, in particolare del Nord. Stesso discorso per i macchinari agricoli rimasti completamente coperti dal fango.
Non solo. Le esondazioni dei fiumi (soprattutto il Tevere e l’Arno) hanno reso impraticabili moltissime strade di campagna, compromettendo -afferma la Cia- l’equilibrio stesso dei
terreni coltivati.
Sia la pioggia che le abbondanti nevicate -avverte la Cia- hanno causato l’isolamento di diverse aziende agricole e molti allevamenti zootecnici sono stati messi in grave
difficoltà, in quanto si registrano problemi per poter assicurare l’alimentazione del bestiame. Difficoltà continuano, inoltre, ad aversi per la consegna dei prodotti
alimentari deperibili, in particolare il latte che dalle stalle deve raggiungere le industrie di trasformazione.





