Alimenti e “costo” in acqua: ecco la piramide alimentare idrica

Alimenti e “costo” in acqua: ecco la piramide alimentare idrica

By Redazione

Un grafico per quantificare quanta acqua sia necessaria per produrre un determinato alimento, in modo da conciliare nutrizione sana ed impatto ambientale (soprattutto idrico) ridotto.

Questa è la piramide alimentare idrica, opera degli scienziati del Barilla Center for Food and Nutrition e presentata nel corso di un seminario Web sul tema di sviluppo sostenibile.

Il lavoro del team Barilla ha una base molto semplice: l’acqua è una risorsa estremamente preziosa.

L’oro blu è fondamentale e sempre più ridotto: ad un aumento della domanda (crescita della popolazione) fa fronte una riduzione dell’offerta: mutamenti climatici sfavorevoli e
cattiva gestione di attori pubblici e privati. A fronte di ciò, sempre più voci spingono per un utilizzo “etico” e ragionato di questa risorsa. Qualcosa di tale pensiero è
già filtrato nel sentire comune, ad es: chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti o farà la doccia. Tuttavia, rimane un buco nero, che riguarda le scelte alimentari, invece
responsabili del 25% dell’impatto ambientale individuale.

Allora, ecco il lavoro degli esperti Barilla.  Essi sono partiti dalla classica piramide alimentare, calcolando il costo in acqua diretto od indiretto (impronta idrica) di ogni cibo. Tale
valore è la somma di diverse caratteristiche. La prima è l’impronta idrica vede, cioè l’acqua piovana evaporata durante le fasi produzioni. Poi, vi è l’impronta
idrica “blu”, cioè l’acqua utilizzata e sottratta al ciclo naturale. L’impronta idrica “grigia” è il volume di acqua contaminata con sostanze chimiche durante la produzione, ad
es: quella usata per diluire fertilizzanti od agenti chimici.

Mettendo tutto assieme, gli scienziati hanno ottenuto una piramide, sorta di versione rovesciata della piramide classica.

In cima alla piramide alimentare idrica si trova la carne rossa: un suo chilo ha un costo “totale” di 15.000 e più litri d’acqua.

Il tronco (la zona intermedia) è occupata dai dolci: un loro chilo costa 3.000 litri d’acqua. Per pane e cereali vengono utilizzati tra i 1.300 ed i 1.800 litri. Analizzata anche le
bevande: un litro di caffè costa 1.100 litri d’acqua, un litro di latte circa 1.000, qualcosa di meno per il vino. Più economico il tè che si ferma a 120 litri.

Infine, la base. Questa è la zona di frutta e verdura, che necessitano di meno di 1000 litri d’acqua.

Dopo i dati, i consigli: gli esperti Barilla provano ad elaborare un menu adatto alla salute del singolo ed alla tutela dell’ambiente. In tavola vanno così messi cibi come frutta,
verdura, latticini e cereali. Come bevande vanno scelte l’acqua di rubinetto (l’acqua imbottigliata ha un’impronta idrica doppia) ed il tè che, come visto, è il più
economico delle bevande artificiali.

FONTE: “Doppia piramide alimentare ed ambientale per un’alimentazione sana e sostenibile”, Barilla Center for Food and Nutrition

SCARICA il paper dello studio Barilla (sito barillacfn.com, file PDF)

Matteo Clerici

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