Alcol: Under 15, in discoteca 4 bicchieri lui e 3 lei

 

Roma – Superconsumo di bevande alcoliche in discoteca per gli under 15. A rilevarlo è uno studio condotto dall’Istituto superiore di sanità, con finanziamenti del
ministero del Welfare, nelle discoteche di alcune regioni italiane.

Secondo l’ultima rilevazione effettuata in cinque discoteche dell’Emilia-Romagna e su un campione di 637 ragazzi, ha sottolineato l’esperto dell’Iss Emanuele Scafato, intervenendo alla
prima conferenza nazionale sull’alcol, “in media il sabato sera in discoteca i maschi sotto i 15 anni consumano quattro bicchieri di bevande alcoliche per serata e le ragazze ne
consumano tre bicchieri.

Il 67% degli under 15 – ha detto Scafato – dichiara di consumare abitualmente alcol il sabato sera, e di questi oltre il 40% dichiara di abusare di bevande alcoliche consumando tra tre
e oltre cinque bicchieri. Va oltre il limite dei cinque bicchieri il 29% dei ragazzi”.

L’indagine, effettuata negli anni scorsi anche nelle discoteche della Toscana, evidenzia secondo l’esperto un fenomeno preoccupante, poiché l’età in cui i ragazzi si
avvicinano per la prima volta all’alcol continua ad abbassarsi.

Un altro studio condotto invece nei licei, su un campione di circa 300 giovani, ha aggiunto Scafato, ha inoltre evidenziato come le bevande di cui fanno maggiormente uso i giovani tra
13 e 18 anni siano essenzialmente gli aperitivi (i cosiddetti breezer), la birra e i superalcolici: “Un grandissimo peso – ha detto Scafato – ha sui ragazzi la pubblicità
relativa ai prodotti in questione”.

Più in generale, l’esperto Iss ha sottolineato come le Regioni in cui più alta è la percentuale di consumo di bevande alcoliche, per tutte le fasce di età,
siano il Piemonte, il Trentino e il Friuli-Venezia Giulia. Dallo specialista, infine, giunge anche un invito a rafforzare la ricerca su questo enorme problema sociale “razionalizzando
le priorità”: “Allo stato attuale – ha denunciato Scafato – in Italia non si spende neanche un euro per la ricerca sull’alcol; si spendono invece 1,5 milioni di euro per la
prevenzione, ma si tratta di una cifra inadeguata, se si pensa – ha concluso – che per altre tipologie di fondi, come ad esempio per il fondo destinato al randagismo, sono stanziati
circa quattro milioni di euro”. (ANSA)

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