Agroalimentare, Petrini: “La questione della sostenibilità diventerà una delle cartine di tornasole della virtuosità”

Agroalimentare, Petrini: “La questione della sostenibilità diventerà una delle cartine di tornasole della virtuosità”

La sostenibilità ambientale non è un vezzo od una filosofia per qualche amante della natura.

Al contrario è “Una delle cartine di tornasole”, uno dei parametri fondamentali per valutare l’intera catena del cibo, dal produttore al consumatore.

Questo il messaggio di Carlo Petrini, intervenuto alla chiusura della riunione dei partner dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, vicino Cuneo.

Petrini non usa mezze misure, parlando di “Una crisi entropica planetaria a cui non si sta rispondendo in modo adeguato in tutto il mondo”. Per il fondatore di Slow Food, il problema ha due
facce: il primo, legato al sistema, “La presa di coscienza della finitezza delle risorse dopo secoli di teoria delle risorse infinite”, il secondo legato a vecchie logiche come.

Invece, la via di Petrini passa per la sostenibilità, definita “Uno dei nuovi paradigmi”.

Secondo Petrini, tutto deve partire da una sforzo comune (” Acquisirla sarà obbligo di tutti, viverla bene sarà la qualità dei virtuosi”), che deve evitare due gravi
errori.

Il primo, l’errore della fretta: al contrario, va accettato che la sostenibilità abbia costi e richieda un cambiamento di mentalità.

Il secondo, l’errore dell’economia: la sostenibilità “Non è marketing, ma innanzitutto etica per affrontare il futuro”.

Matteo Clerici

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