Agriturismo: questa legge s’ha da fare!
8 Dicembre 2009
“L’agriturismo non è una trattoria o un albergo in campagna,
come qualcuno si ostina a pensare. E’ prima di tutto un’azienda agricola e lo rimarrà anche con la nuova legge che, anzi, esalta e valorizza proprio questo aspetto, che è e rimane
il punto di forza della nostra attività”. Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana e presidente nazionale di Terranostra, la sua associazione agrituristica, tiene a puntualizzare
un aspetto troppo spesso sottovalutato. ” La nuova legge, di differente rispetto al passato, consentirà anche alle imprese toscane, come accade in molte altre regioni della nostra
penisola, di far assaggiare e apprezzare agli ospiti quanto l’azienda agricola produce: è un modo, il più semplice, per valorizzare la filiera corta, che è uno dei punti
cardine su cui ruota la politica agricola della Toscana”. Nessuna deregulation insomma. Solo un’opportunità per gli agricoltori di mettere in tavola quello che coltivano e/o allevano. Ma
attenzione: senza snaturare la loro vocazione agricola. “L’attività agricola, infatti, deve rimanere sempre prevalente. Questo significa che le attività connesse (pernottamento,
somministrazione pasti, didattica e quant’altro) non devono mai risultare più consistenti (per reddito o tempo dedicato) alle attività agricole. Questo è un evidente e
giusto paletto, che deve essere rispettato solo e unicamente dalle aziende agrituristiche: un limite necessario per evitare di snaturare la vocazione prevalente dell’attività. Vogliamo
che sia chiaro, prima di tutto ai consumatori che si avvicinano alle nostre strutture, dove potranno consumare solo ed esclusivamente prodotti toscani, prevalentemente aziendali. Questo
significa che in tavola non potranno pretendere altro che quello che il territorio, in quel determinato periodo dell’anno, sa e può offrire. Limitata? Forse, ma autentica. L’ospite
infatti avrà modo di apprezzare come e dove nascono gli alimenti che consuma e di conoscere proprio chi li produce. Un valore molto apprezzato dai consumatori”. Insomma la
somministrazione di pasti resta vincolata: alla disponibilità di edifici, che persa la funzionalità per l’azienda agricola, possono essere recuperati (ricordiamo che è
vietato realizzare manufatti di nuova costruzione) per l’agriturismo; alla composizione del menù, impostato solo su prodotti di stagione, aziendali e del territorio; al rispetto della
prevalenza dell’attività agricola. “La nostra organizzazione si è battuta per ottenere la possibilità di somministrare pasti e alimenti a tutti e non solo agli ospiti che
utilizzano altri servizi agrituristici: questo, infatti, consente si superare uno svantaggio competitivo che ha sempre penalizzato le imprese toscane, rispetto alle aziende di altre regioni,
dove questa opportunità è consentita da sempre”.




