Agriturismo: più servizi e qualificazione per le imprese toscane

Più servizi per i territori rurali e più qualificazione dell’offerta agrituristica toscana. Insomma, per la Cia Toscana, presente ad Agri@tour, il salone nazionale
dell’agriturismo di Arezzo, come numeri ci siamo (la Toscana conta 3.800 strutture, più 49,3 per cento rispetto al 2002), bisogna elevare, differenziare e specializzare l’accoglienza per
fare dell’agriturismo un modello rurale multifunzionale in grado di essere competitivo “con le proprie forze” dal 2013, al termine del nuovo Piano di sviluppo rurale e dei relativi sostegni
pubblici alle aziende.

“La crescita dell’agriturismo in Toscana -sottolinea il presidente della Confederazione italiana agricoltori della Toscana, Giordano Pascucci – è un fatto estremamente positivo che ha
consentito il rilancio e la valorizzazione dell’agricoltura e delle imprese nelle aree rurali, oggi -dice- avvertiamo l’esigenza da parte dei territori rurali di rafforzare l’offerta con
più servizi e infrastrutture e più attenzione alla mobilità e trasporti, soprattutto pubblici, che spesso rappresentano un limite per le nostre imprese”.

“Con le nostre attività possiamo contribuire al raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità, ambientale, economica e sociale. Attraverso una sempre più ampia
fruibilità del territorio, qualità della vita, decongestionando le città d’arte e le aree urbane. L’azienda agricola ed il territorio – afferma-, chiedono maggiori servizi,
e al tempo stesso le aziende agricole attraverso la multifunzionalità possono offrire luoghi, servizi e professionalità per rispondere alle esigenze delle comunità locali.
Sono d’accordo sul fatto che il nuovo Piano di sviluppo rurale privilegi gli interventi sulla qualificazione dell’offerta rispetto all’incremento dei posti letto”.

Una crescita che dovrà concretizzarsi anche attraverso l’incentivazione in forme di collaborazione fra le imprese e l’attivazione di servizi in rete, l’aggregazione a livello
territoriale e di segmento. “E’ importante poi che l’agriturismo parli una stessa lingua, da nord a sud: “E’ necessaria una forte campagna di promozione e comunicazione dell’agriturismo a
livello nazionale -conclude Pascucci – per incrementare le presenze, per valorizzare i segmenti specifici, valorizzare le peculiarità territoriali e destagionalizzare le presenze e le
attività. Si avverte, però, l’esigenza di avere una presentazione dell’agriturismo a livello nazionale ed una classificazione omogenea, con regole e norme da concordare fra le
diverse regioni”.

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