Agricoltura: Collesalvetti, più prodotti bio nelle mense scolastiche

Agricoltura: Collesalvetti, più prodotti bio nelle mense scolastiche

Si chiude venerdì 4 dicembre, a Collesalvetti, alle 21, presso la Biblioteca del Comune di Collesalvetti in via Umberto I, il ciclo di incontri dedicati alla filiera agricola tutta
italiana come strumento di risposta alla crisi, promosso dalla Coldiretti Provinciale (www.livorno.coldiretti.it).

Una lunga marcia di informazione e formazione a livello provinciale che ha toccato tutti i territori agricoli coinvolgendo centinaia di coltivatori (una cinquantina ad appuntamento) decretando il
successo di presenza e di attenzione, e mettendo di fronte alle imprese le opportunità anti-crisi e di rinnovamento del settore che prevede, a fianco dei mercati di “Campagna Amica”, un
potenziamento della presenza all’interno delle mense scolastiche dei prodotti stagionali del territorio, la tracciabilità e l’etichetta d’origine per tutti i prodotti, e una maggiore
trasparenza nei confronti del consumatore finale.

Tra i pilastri del progetto che sono stati presentati durante gli incontri: i consorzi Agrari d’Italia e la cooperazione. Solo mettendo in rete il sistema delle imprese, l’agricoltura
potrà acquistare il giusto potere contrattuale, valorizzare il prodotto agricolo locale, fare un servizio ai cittadini consumatori, dare reddito alle imprese agricole. Con questo nuovo e
grande progetto Coldiretti oltre a preoccuparsi dei problemi dell’agricoltura si occupa direttamente degli agricoltori quando gli altri si limitano a criticare il governo o l’amministrazione di
turno.

La strategia degli agricoltori anti-crisi prevede anche di riappropriarsi del “Made in Italy” e dell’etichetta di provenienza: “Assistiamo – spiega Roberto Franchini, Direttore Provinciale
Coldiretti – ad un paradosso: altri sfruttano questo valore spacciandosi come Made in Italy semplicemente approfittando della presenza di ancora numerosi vuoti normativi che non prevedono
l’obbligo di inserire l’origine della materia prima utilizzata. Un prodotto potrà chiamarsi italiano solo quando la materia prima da cui è costituito è stata prodotta in
Italia. I nostri prodotti devono essere facilmente identificabili dal consumatore”.

Ed è proprio all’ultimo anello della filiera, chi acquista che Coldiretti si rivolge: “Ogni cittadino ha il diritto cittadino di conoscere quello che mangia non solo in termini chimici o
nutrizionali ma anche di provenienza”.

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