Agricoltura, biomasse, vino, agriturismo e tracciabilità a Viterbo e provincia

Agricoltura, biomasse, vino, agriturismo e tracciabilità a Viterbo e provincia

Energie alternative

Il ruolo delle Biomasse ed altre risorse energetiche risulta essere, oggi sempre più un punto chiave per lo sviluppo sostenibile della società, contribuiscono allo sviluppo delle
zone rurali. La Provincia ha in programma iniziative che si riassumono nello slogan “Rendiamo le nostre campagne autonome dall’energia”. Lo sviluppo energetico alimentato esclusivamente da
Biomasse è suddiviso: Biomasse legnose, di origine agricola: arbusti, potature ecc.; Biomasse da rifiuti: di stalle, di porcilaie, stabbio di avicoli; Energia Eolica, energia del vento
prodotta sfruttando le correnti. Il progetto si propone di coordinare gli interventi beneficiando dei finanziamenti comunitari previsti dal Psr. E’ già stato finanziato un progetto per
uno studio di fattibilità per la valorizzazione degli scarti da potature dei noccioleti e castagneti i cui risultati sono stati incoraggianti per una utilizzazione consortile delle
macchine sperimentate.

Promozione

La promozione del territorio passa per tre obiettivi: la promozione della razza bovina maremmana, di quella ovina e dei prodotti tipici. La Provincia di Viterbo unitamente all’Università
Agraria di Tarquinia, organizza e promuove un mostra nazionale della Razza Bovina Maremmana. Nel corso del 2009, tenuto conto dell’importanza dell’allevamento ovino in Provincia di
Viterbo,  gli allevatori di ovini realizzano mostre sulla razza ovina. All’appuntamento sono presenti allevatori provenienti da tutto il centro Italia e dalla Sardegna. Queste
manifestazioni rappresentano un’importante vetrina per le produzioni. Quest’anno l’ammontare di 70.000,00 euro è stato distribuito agli enti o comuni richiedenti con dei precisi
parametri e non a pioggia come negli anni precedenti.

Tracciabilità    

Nella politica dell’assessorato all’Agricoltura si è cercato di valorizzare al massimo i prodotti tipici di eccellenza, nella consapevolezza che fosse importante una forte campagna di
sensibilizzazione, per cui questi prodotti devono essere tutelati e che il loro marchio non è più sufficiente alla identificazione se non si accompagna il consumatore ad una
crescita culturale e di educazione alimentare. La battaglia sulla rintracciabilità dell’origine degli alimenti si è sostanziata finora nell’adozione, da parte del legislatore
comunitario e nazionale, di provvedimenti che hanno imposto l’indicazione obbligatoria del luogo di origine nell’etichettatura di prodotti di largo consumo.

Strade rurali

Anche quest’anno l’assessorato ha ritenuto opportuno sostenere opere di manutenzione alla viabilità rurale dove si registra maggiore concentrazione di terreni coltivati, al fine di
migliorare la praticabilità di quelle aree da parte sia dei mezzi agricoli, sia dei raccoglitori di funghi sia dei cacciatori che quotidianamente transitano presso tali zone per un
importo pari ad 400mila euro, di cui è in corso di espletamento la procedura di finanziamento tramite avviso pubblico

Danni fauna selvatica

In questi ultimi anni stiamo assistendo ad un incremento esponenziale dei danni da fauna selvatica che vede nel cinghiale il principale protagonista e la Provincia ritiene di non potere
più intervenire solamente con l’indennizzo ma anche con la messa a punto di strategie di contenimento dei danni stessi. Nel 2007 i danni accertati dai nostri periti sono stati di 400mila
euro a fronte di 220mila stanziati con fondi regionali per una parte e 100mila euro stanziati dalla la Provincia di Viterbo

Come Provincia abbiamo sensibilizzato la Regione affinché si limitino i danni con conseguenti impegni di risorse pubbliche. in tale contesto si inserisce il progetto finanziato ad hoc
dalla Regione volta alla predisposizione di linee guida per la prevenzione dei danni.

Caccia

Nell’anno trascorso sono stati messi in campo sforzi determinanti per la costituzione dell’ATC VT1 che ha dunque conseguito un’operatività effettiva all’interno delle importanti
competenze demandate dalla legge 17/95. Per quanto riguarda la Pianificazione Faunistica Venatoria; la Regione sta approvando gli indirizzi in modo da completare la revisione del PFVP, con la
creazione di nuove Zone di Ripopolamento e Cattura in sostituzione di quelle che si sono dimostrate meno idonee in modo da rendere in gran parte autosufficiente il territorio nei
ripopolamenti.

Allo stesso tempo si sono sperimentate nuove modalità di immissione di lepri e fagiani sul territorio. Si è proceduto ad una razionalizzazione dell’esercizio venatorio del
cinghiale sulla base di una completa mappatura delle zone. Altre iniziative riguardano lo stanziamento di circa 200 mila euro per colture a perdere a fini faunistici in modo di agevolare la
sosta e l’alimentazione della fauna selvatica.

Anche nella prossima stagione venatoria verrà posto sotto controllo anche lo smaltimento delle carcasse dei cinghiali. Come si può ben comprendere in una provincia dove si
abbattono circa 10.000 cinghiali il corretto smaltimento delle pelli e delle carcasse ha un evidente impatto positivo sull’ambiente. Nel 2008 le Regioni hanno adottano misure di salvaguardia
nelle ZPS e SIC sulla base di un apposito decreto ministeriale che ha dettato gli indirizzi.

Come per gli anni precedenti metteremo in atto tutte le misure di informazione e concertazione affinché il mondo venatorio possa continuare a esercitare la propria attività.

Pesca

Il lago di Bolsena rappresenta indubbiamente una risorsa importante anche dal punto di vista economico e lavorativo grazie alla pesca professionale per cui ci proponiamo di elaborare ipotesi di
sviluppo del settore, anche ai fini della sostenibilità ambientale del bacino idrico che come noto e stato classificato Sic Zps. I finanziamento dell’attività, che avvengono
tramite l’introito delle tasse di concessione regionale in materia di pesca, sono stati per il 2005 pari a 25mila euro, per il 2006 22mila euro, nel 2007 40mila euro, nel 2008 36.370 euro e nel
2009 15mila.

Polizia provinciale                   

L’attività del Corpo è notevolmente aumentata negli ultimi anni. Si è continuato ad esercitare il regolare servizio sulle materie storiche del Corpo (ittico-venatoria) e
grazie all’aumento di personale (cantieristi ora stabilizzati) la nostra presenza è risultata essere più incisiva sul territorio della nostra Provincia: il riscontro si vede dal
numero dei controlli effettuati e dagli illeciti amministrativi e penali elevati

Distretti rurali

La L.R. 1/2006 prevede l’istituzione dei Distretti Rurali e Distretti agroalimentari di Qualità da uno studio propedeutico per l’individuazione del Distretto, secondo la zonizzazione
proposta nello studio elaborato dalla Regione Lazio il primo Distretto Rurale costituito nell’area dei Monti Cimini comprende i comuni di Bassano in Teverina, Bomarzo, Calcata, Canapina,
Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabbrica di Roma, Faleria, Gallese, Monterosi, Nepi, Orte, Ronciglione, Sorino nel Cimino, Sutri, Vallerano,
Vasanello, Vetralla, Vignanello, Viterbo, Vitorchiano.

Il Piano di distretto è stato approvato dalla Regione Lazio. Con esso si procederà al finanziamento degli interventi individuati, specialmente il PSR, tramite la progettazione
integrata territoriale PIT. La provincia sosterrà alcune misure strategiche nel campo della nocciolicoltura e castanicoltura del PIT.

Finanziamenti ai Consorzi Fidi in agricoltura

Per stimolare i giovani ad accedere a finanziamenti per modeste ma necessarie innovazioni aziendali, per stimolare gli agricoltori a prestiti, altrimenti restii  a farsi iscrivere
ipoteche, l’assessorato ha voluto incentivare questo tipo di credito agrario e contribuire al consorzio Fidi per dare garanzie agli istituti di credito senza esposizione. Con i 50 mila euro
messi in campo dalla Provincia nel 2008 si sono potuti sviluppare prestiti garantiti pari a un milione di euro. Anche quest’anno l’Amministrazione Provinciale ha reperito  dal proprio
bilancio dei fondi per supportare l’opera svolta dai confidi in agricoltura. 

Agriturismo

La Provincia di Viterbo conferma il proprio ruolo e il proprio sostegno per l’attività di comparto: l’Agricoltura, e con essa della sua preminente branca, l’Agriturismo. La vocazione
tipicamente agricola della Provincia di Viterbo ha favorito la conservazione dell’ambiente e delle sue bellezze naturali, consentendo la crescita di questa forma di turismo.

A questo scopo sono state messe in campo diverse iniziative tra cui la partecipazione a fiere di settore, la realizzazione di guide ad hoc, l’emissione di un bando di finanziamento pluriennale
avviato nell’annualità precedente ma che ha visto la sua effettiva applicazione nel corso del 2008, con erogazione di benefici a fondo perduto per 250mila euro di proventi pubblici
utilizzati su scala provinciale per il sostegno dell’attività agrituristica in un caleidoscopio di interventi che ha contribuito ad investimenti nel settore, nel periodo in osservazione,
per oltre  un milione e 400mila euro.

Tutte queste iniziative sono state racchiuse nel Piano operativo agrituristico per l’anno 2009. Tutte queste attenzioni hanno permesso di raddoppiare il numero degli agriturismi nella Tuscia.
Nel 2005 infatti erano 119 ora sono 231.

Attività micologica

L’assessorato si è fatto carico dell’organizzazione di numerosi corsi micologici rivolti ai cittadini, ed in particolar modo ai ragazzi delle scuole i quali hanno manifestato un forte
interesse verso la materia. Partecipare a questi corsi è fondamentale in quanto si ottiene l’attestato che serve per ottenere il tesserino Regionale che consente la raccolta dei
funghi. 

Enoteca provinciale

Il progetto dell’Enoteca Provinciale ha conosciuto in questi ultimi anni un successo crescente,  fino a diventare un punto di riferimento da  imitare dalle altre province. Tutto
ciò si è reso possibile anche grazie all’impegno delle aziende vinicole del comprensorio.

L’enoteca come punto di riferimento di vini prodotti nei vigneti autoctoni, che danno al vino la sua identità, che mettono in risalto le sue origini, proteggendoli dall’ondata della
globalizzazione. L’Enoteca con l’adesione e la partecipazione delle realtà produttive vinicole, potrebbe caratterizzarsi come uno strumento effettivamente rappresentativo del patrimonio
vinicolo della Tuscia viterbesi.

Emergenza Cinipide

In questi ultimi anni il Cinipide galligeno del Castagno ha fatto una estesa comparsa presso i castagneti provinciali. Purtroppo al momento attuale le possibilità  di lotta sono
limitate. L’amministrazione Provinciale insieme alla Regione Lazio con grosso impegno finanziario ha organizzato il monitoraggio con l’ausilio del Corpo Forestale dello Stato, la Direzione
Tecnica del Settore Decentrato Agricoltura, delle Asl, e della Protezione Civile, si è proceduto alla individuazione  e successivamente alla potatura dei getti colpiti e da loro
successive distruzione rallentando lo sviluppo delle infestazione.

Con successivo finanziamento è stato adottata una convenzione con il Centro Studi e Ricerche presso il Cefas e l’Università della Tuscia, che avrà l’obiettivo di iniziare
la lotta biologica tramite il Torymus sinensis che limita lo sviluppo dell’insetto dannoso. Per l’acquisto e l’immissione sul territorio di questo antagonista la Provincia ha stanziato 50mila
euro.

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