Afghanistan. Lo zafferano degli Alpini contro l’oppio dei trafficanti

Afghanistan. Lo zafferano degli Alpini contro l’oppio dei trafficanti

Usare lo zafferano per eliminare la coltivazione d’oppio, principale fonte di sostegno di signori della guerra e bande di terroristi. In Afghanistan, dall’inizio di luglio 2010 i militari
italiani distribuiranno 60 tonnellate di bulbi di zafferano in sette distretti della provincia di Herat. Fine dell’operazione (costata 330.000 Euro, forniti dal ministero della difesa) è
tagliare economicamente le gambe della guerriglia senza danneggiare i contadini, che trarrebbero beneficio dal nuovo prodotto.

Tuttavia, l’operazione presenta alcune fasi delicate, come spiega il colonnello Emmanuele Aresu, comandante del Team di ricostruzione provinciale italiano (Prt) di Herat, che coordina il tutto.
Infatti, “Un ettaro coltivato a grano frutta infatti 1.200 dollari, uno a oppio 4.500 e uno a zafferano fino a 12.000”. Purtroppo, “Per vedere i primi risultati i contadini devono aspettare tre
anni e dunque stiamo lavorando anche per dare loro un sostegno in questo periodo”.

Grazie all’azione dei soldati italiani, la provincia di Herat ha visto una radicale diminuzione della quantità d’oppio, passando (secondo stime Prt) da 2.000 ettari coltivati con
papavero nel 2005 a circa 566 nel 2009 Tuttavia vi sono ancora sacche con ampie piantagioni, come la Zeerko Valley, nel distretto di Shindand, dove verranno distribuite 12 delle 60 tonnellate
di bulbi di zafferano.

Nata come opzione bellica, l’operazione zafferano trova il sostegno del Dipartimento provinciale dell’Agricoltura. I suoi esperti fanno notare come lo zafferano, oltre ad essere portatore di
alto reddito, è adatto alle regioni afghane, provviste di clima e terreno ideale. Anche per questo, la coltura in questione è in crescita costante: si è passati dai 16
ettari nel 2004 ai 310 del 2009, con una produzione di 5 chili di zafferano per ettaro.

Oltre ai bulbi, i militari sotto il comando di Aresu distribuiranno concimi non pericolosi, utili cioè per concimare il terreno ma inutilizzabili per produrre Ied, gli ordigni esplosivi
improvvisati.

Obiettivo agrario iniziale, conclude Aresu, è trasformare le 60 tonnellate di bulbi in 30 ettari di nuovi terreni coltivati; obiettivo finale, quello di ottenere 22 tonnellate di nuovi
bulbi in 5 anni.

Matteo Clerici

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