«Affidare oleifici sequestrati al mondo agricolo organizzato»
21 Aprile 2008
Bari – «Perché non affidare gli oleifici sequestrati al mondo agricolo organizzato? Sarebbe un segnale forte contro quanti impunemente arrecano un danno incalcolabile al
settore olivicolo regionale e all’immagine complessiva dell’agroalimentare di qualità della Puglia.
I sequestri di olio sofisticato effettuati dai NAS dimostrano la validità della scelta assunta dall’Italia di introdurre l’obbligo di indicare l’origine dei prodotti agricoli in
etichetta, scelta che va fatta rispettare con un adeguato sistema di controlli. E’ importante che soprattutto la Commissione europea ne prenda atto». Così il Presidente della
Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, plaude alla maxi operazione compiuta dai Carabinieri dei NAS che ha smantellato stamani – sequestrando 7 oleifici – un’organizzazione delinquenziale che
produceva e distribuiva in Italia e all’estero olio extravergine di oliva sofisticato e contraffatto.
«L’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate in etichetta previsto dal Decreto – continua il Presidente Salcuni – è un contributo alla trasparenza se si considera che nel
2007 si è verificato un aumento record del 25 per cento degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, mentre la produzione nazionale è
risultata in calo del 15 per cento rispetto all’anno precedente».
Sulle confezioni di tutti gli extravergini etichettati dopo il 17 gennaio 2008 devono essere indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il
frantoio in cui è stato estratto l’olio, mentre se le olive sono state prodotte in più paesi, questi devono essere tutti indicati in ordine di quantità decrescente.
«L’operazione dei NAS – incalza il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – conferma l’importanza di estendere i controlli sull’attuazione del Decreto nazionale che
prevede l’obbligo di indicare la provenienza delle olive in etichetta, a partire dal 17 gennaio 2008. Secondo una indagine della Coldiretti sono inspiegabilmente ancora troppo poche le
confezioni di oli vergini ed extravergini in vendita etichettate nel rispetto della nuova normativa con il rischio concreto che vengano spacciate come Made in Italy miscugli di olio spremuto da
olive straniere, senza alcuna informazione per i consumatori. Anche nell’interesse di questi ultimi e delle vere e oneste imprese olivicole pugliesi valuteremo la possibilità di
costituirci parte civile nel processo contro i presunti responsabili della maxitruffa».
L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA MADE IN PUGLIA
La coltura dell’olivo in Puglia è diffusa in maniera omogenea su tutto il territorio regionale.
La Puglia, per estensione della S.A.U., numero di aziende interessate, molte delle quali specializzate, e volume della produzione rappresenta la più importante regione olivicola
italiana e del mondo. A livello mondiale il 12% della produzione di olio d’oliva è rappresentata da olio di oliva pugliese.
L’oliveto pugliese, a ragione considerato il più suggestivo del mondo, contribuisce a valorizzare molte aree regionali a scarsa fertilità naturale, a mantenere le
caratteristiche paesaggistiche ed ambientali del territorio.
In termini di superficie la coltura occupa oltre 369 mila ettari che rappresentano il 40 % di quella del Mezzogiorno, quasi il 32% della superficie olivetata nazionale e l’8% di quella
comunitaria. Quella dell’olivo costituisce la coltivazione più estesa del territorio regionale (64% della S.A.U. regionale) ed interessa ben 148.127 aziende (43% del totale).
L’incidenza della produzione olivicola pugliese è pari al 36,6% su quella nazionale, con un valore della produzione agricola attribuibile al comparto delle olive e dell’olio stimato in
750 milioni di euro.





