Adusbef: Usano la liquidità ricevuta, non per erogare prestiti e fidi, de qua chiedono addirittura il rientro, ma per altre finalità di patrimonio
14 Ottobre 2008
Il Governo dopo aver ingannato i mutuatari con la convenzione Abi – Ministero dell’Economia,che invece di portare vantaggi crea seri danni a 3,2 milioni di famiglie indebitate a
tasso variabile per i cattivi consigli allo sportello e rappresenta un alibi a non applicare il decreto Bersani su surroga e portabilità senza oneri,appesantisce i costi ed
allunga le rate anche di 30 anni, partorisce l’ennesimo decreto salva-banche, per addossare al bilancio pubblico ed ai contribuenti i costi, senza fornire un minimo
di protezione ai risparmiatori frodati dagli annosi comportamenti degli istituti di credito.
Oltre ai salvacondotti forniti ai banchieri- amici,il Governo – con una Banca d’Italia, more solito latitante e protettrice degli esclusivi interessi delle banche,non mette
in campo alcun elementare controllo, volto a verificare se l’abbondante liquidità erogata al sistema bancario, venga erogato al sistema delle imprese e non utilizzata per
finalità estranee.
I costi della crisi,che saranno così ancora una volta addossati alle imprese ed alle famiglie già indebitate, verso le quali il Governo non intende prestare la minima
attenzione, come stanno facendo altri Stati con piani fiscali e provvidenze per far rilanciare i consumi, trovano i riflessi negativi nei soliti comportamenti delle banche che
oltre ad applicare tassi e condizioni stellari,stanno richiedendo il rientro dei fidi,con un preavviso verbale di 24 ore e conseguente iscrizione alla Centrale Rischi.
A fronte di un abbattimento del costo del denaro dello 0,50%,con il tasso di riferimento BCE al 3,75%, è da perfetti «strozzini legalizzati», applicare il tasso
del 15,475% sugli affidamenti (con i tassi creditori per i clienti fissati allo 0,125%), maggiorati da una commissione di massimo scoperto, immorale ed illegale dell’1%
trimestrale, che doveva essere abrogata in conseguenza di sentenze di Cassazione e che invece continua a resistere.
E’ immorale ed illegale, ma reso lecito per il «sistema bancario» protetto da Bankitalia e dai Governi, richiedere da 12,50 euro fino a 95 euro per spese di
liquidazioni interessi debitori (quando il tasso creditore per il cliente è pari allo 0,125%), da 10 a 79,95 euro semestrali, per i diritti di custodia del nulla (le banche
custodiscono solo le scritture contabili, essendo i titolo «dematerializzati» e non più stampati), addebitare 1,75 euro per invio estratti conto (facendoci la cresta
sul costo dei francobolli) ed altri immotivati balzelli usciti dalla fervida fantasia delle banche per «rapinare» (legalmente, ma letteralmente) i correntisti.
Questo Governo «amico dei banchieri», oltre a salvare le banche addossando i costi alla collettività, che così paga due volte come correntisti e come
contribuenti, avrebbe il dovere di proteggere le famiglie e gli utenti dagli scippi con destrezza praticati con il concorso del controllore (Bankitalia) e dalla bramosia illimitata
delle banche.




