ADUC: scarpe tossiche, il Governo ammette di non fare controlli sul mercato

ADUC: scarpe tossiche, il Governo ammette di non fare controlli sul mercato

By Redazione

Firenze – I milioni di articoli in pelle (1.700.000, la maggior parte scarpe) tossici sequestrati nei giorni scorsi hanno fatto scoperchiare una situazione in cui il pericolo per i
consumatori è dietro l’angolo.

Nel settembre 2007, grazie all’allora onorevole (oggi senatrice) Donatella Poretti, presentammo una interrogazione che, prendendo spunto dall’Istituto tedesco per i rischi (BfR) che
rilevava la presenza di agenti tossici nel 50% dei prodotti in pelle esaminati, chiedevamo al ministero se in Italia si poteva stare tranquilli e se erano state fatte ed erano in corso
indagini. Solo per la presentazione di questa interrogazione, l’Unione Nazionale Industria Conciaria (UNIC), ritenendosi ingiustamente screditata, annuncio querele… mai arrivate.

La risposta del ministero, attraverso il sottosegretario alla Salute Antonio Gaglione, fu stupefacente, in particolare:

“….. Si precisa che è pervenuta a questo Ministero da parte della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti (SSIP) una sintesi delle analisi
effettuate sui materiali in cuoio di produzione italiana (periodo 2003-2006), che si mette a disposizione dell’onorevole Poretti. Dalla stessa si evince che la percentuale di campioni
in cui si è riscontrata la presenza di cromo esavalente (5,1 per cento) appare molto inferiore a quella riportata nello studio del BfR. Tale sensibile differenza, al di là
dei diversi metodi di prova utilizzati, è determinata dal fatto che i dati del SSIP sono rappresentativi della produzione conciaria italiana, mentre quelli tedeschi riguardano
gli articoli presenti sul mercato e, probabilmente, anche articoli in cuoio di provenienza extra europea, per i quali non esistono restrizioni per la concentrazione di cromo esavalente.
….”.

Cioe’ il Governo ammise che i controlli non venivano fatti sui prodotti in circolazione nel mercato e che nello stesso era probabile la presenza di merce tossica!!!

Il pentolone ora è stato scoperchiato con il sequestro dei giorni scorsi. I consumatori, quindi non si possono fidare nè delle Autorità ne’ dei produttori: le prime
controllano solo la produzione nazionale, i secondi minacciano e intervengono a vanvera perchè la questione non li riguarda direttamente ma coinvolge tutto il mercato di cui loro
sono solo una parte.

Invitiamo perciò i consumatori a non acquistare prodotti in pelle di dubbia etichettatura, con la consapevolezza, però, che le etichette possono essere state falsificate.
La situazione quindi, complici le Autorità che non fanno il loro dovere, e’ decisamente delicata.

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