Addio a Carlo Petrini: il ricordo personale di Giampietro Comolli
25 Maggio 2026
Dagli anni pionieristici di Slow Food a Terra Madre: incontri, vino, territori e visioni che hanno cambiato il mondo del gusto
Newsfood.com, 24 maggio 2026
Addio a Carlo Petrini: il ricordo personale di Giampietro Comolli
Dagli anni pionieristici di Slow Food a Terra Madre: incontri, vino, territori e visioni che hanno cambiato il mondo del gusto
di Giampietro Comolli
Perdere un maestro come Carlo Petrini significa perdere un punto di riferimento per la formazione mentale più che professionale
Ci ha lasciati a 76 anni – di 4 anni più vecchio di me – un uomo con tanti pregi e tanti difetti, come tutti, ma un uomo che si distingueva e che aveva scelto una strada, un percorso molto chiaro all’origine di tutto.
In questi giorni “tutti” hanno scritto “tutto” su Carlin o Carlo, come a me piaceva chiamarlo, ma lo chiamavo anche presidente quando volevo prendere un po’ le distanze.
Negli ultimi 20-25 anni non ci siamo mai incontrati o ci siamo persi di visti o cercati o riconosciuti, forse perchè non ci sono state occasioni o forse anche perchè avevamo smesso di vederci, di frequentarci, di seguire il lavoro reciproco e di aver cambiato spirito di iniziativa.
Carlo, pur nei cambi avvenuti in 50 anni, ha continuato ad essere “motore, vita, benzina” per Slow Food, e poi per Terra Madre.
Forse questa sua ulteriore grandezza, visione, punto di riferimento mondiale (la candidatura a premio Nobel è una testimonianza vera) per colpa mia ci divise: io sempre più legato al vino e cibo locale, Carlo sempre più a guardare a 360 gradi, ad essere in grado di sostenere e guidare nuovi percorsi importanti, globali, solidi e …..soprattutto necessari.
Se posso sintetizzare – e se molti dei suoi amici me lo consentono – abbiamo perso una figura “necessaria e fondamentale”, non una figura istituzionale utile. Anche. Ma è questo forse che ci ha distanziato.
Gli inizi di Arcigola e il primo incontro a Bra
I miei grandi ricordi vanno agli inizi difficili ma determinanti, impegnativi, sbalorditivi di una idea, diventato un progetto di non ritorno, come sostanza di un principio basato sulle nostre forze, la nostra capacità di raccogliere, di affezzionare, di fidelizzare e trovare anche molti piccoli sponsor per non essere manovrabili da nessuno.
Ricordo che nel 1982 esce la prima grande rivista italiana del settore “La Gola” e nel 1983 divento dirigente Coldiretti di Piacenza, ma con incarichi anche nazionali per il turismo agricolo (Terranostra) e per la formazione di consorzi di tutela dei prodotti agroalimentari (soprattutto vino) a denominazione di territorio.
I rapporti con Renato Ratti, direttore del consorzio dell’Asti spumante, mi fece arrivare a Bra, all’osteria Boccondivino credo in autunno del 1986, vado a memoria.
Renato non fu entusiasta, io invece mi appassionai.
Il primo incontro fu nella sede Arci di Bra in via Mendicità Istruita, tutto un programma.
E’ in quella occasione che a tavola, davanti a un cucchiaio di salsiccia cruda su una crosta di pane raffermo scaldato sulla piastra della cucina, agli agnolotti del plin e al coniglio alla cacciatora nel vino bianco (poi cambierà nome), nasce un dialogo forte guidato con carisma e convinzione da Carlo.
In cucina c’era Maria…..
Molti sono i giovani, anche più giovani di me, seduti attorno a quel tavolo.
Viene distribuito un foglio stampato in ciclostile con le prime regole su cui si basava l’associazione Arcigola (il primo logo, una pentolaccia sul fuoco ardente), fondata a Serralunga.
Era quel foglio che portava scritto a corona, gambero rosso, inserto de il Manifesto, firmato da Bonilli e Petrini.
Presente anche il fotografo di star Gianni Sassi, produttore discografico, ideatore della Chiocciola.
Una generazione che ha cambiato il racconto del cibo italiano
Non ricordo tutti i nomi dei presenti di quei giorni di fine 1986, molti incontrati subito dopo: Giacomo Mojoli, Gigi Piumatti, Silvio Barbero, Mauro Peira, Stefano Bonilli, Sandro Sangiorgi, Elio Archimede, Marino Marini, Daniele Cernilli, Andrea Gabrielli, Corrado Trevisan, Maurizio Gili, Angelo Speri, Patrizia Romagnoli, Antonio Gasparro, Gilberto Venturini, Alfredo Mango, Roberto Burdese, Carlo Bogliotti, Ivan Piacentini, Folco Portinari, Bartolo Mascarello, Luigi Bertone….. e tanti altri.
Ho tenuto per anni la tessera di Slow Food, costituita nel 1989, con il nr 19 scritto a mano. Slow Food nasce in contrapposizione allo slogan di Mc Donald con “fast food”!
Negli anni successivi partecipo a diversi eventi; ma anche tanti miei eventi vedono dirigenti e staff di Slow Food partecipi principali.
Gli eventi e gli incontri
- nel 1994 a Milano Golosa presento il Gutturnio Doc diventato il vino rosso più bevuto della metropoli lombarda;
- proposi che il premio Gutturnium fosse assegnato a Carlo, ma non mi ascoltarono;
- poi venne il Salone del Gusto di Torino, al Lingotto, dove portai le prime bottiglie della Docg Franciacorta.
Ricordo il suo plauso personale, in contrapposizione ad un articolo molto critico del Gambero Rosso sulla nascita della “champagne” italiana.
Partecipo per anni a diversi convegni e incontri di “dire fare gustare”. Partecipo alla prima edizione di Cheese a Bra, alla nascita dei Presidi nel 2000 a Bologna.
Nel 2002 è a Trento invitato in Ferrari; nel 2006 lo invito al 2° Forum Spumanti d’Italia di Valdobbiadene per annunciare e condividere insieme la “Piramide del Prosecco”.
Approvò. Fu anche l’ultima volta che ci vedemmo e parlassimo insieme.
Terra Madre, Pollenzo e una distanza mai spiegata davvero
Con la fondazione di Terra Madre, dell’università di Pollenzo i nostri rapporti si sono persi, si sono molto diradati anche con gli eredi (amici) all’interno di Slow Food.
Colpa mia, perchè non capivo o non vedevo o non riconoscevo che certe compagnie e certi rapporti fossero in linea con i principi originari, con la storia che è nata, con la voglia di fare tutto “a tutela” delle picciole produzione e dei sacrifici di uomini coraggiosi e non certamente do brand milionari commerciali per la vendita di prodotti.
Ero, colpa mia, rimasto alla visione forse utopica (“sono sogni ma che si realizzano” diceva Carlo), di una ricerca di formazione, istruzione, conoscenza, diffusione, informazione e non di commercio industriale e raccolta espositiva di fondi.
Sbagliavo e sbaglio io, sicuramente.
Il saluto finale di Comolli a Carlo Petrini
Un grande abbraccio ad un grande uomo che associo a Mario Soldati, Gino Veronelli, Maurice Sailland, Gualtiero Marchesi, Pellegrino Artusi.
Giampietro Comolli
BOX – Slow Food, Arcigola e gli anni che hanno cambiato il gusto italiano
- 1986: nasce Arcigola a Bra
- 1989: nasce Slow Food
- 1996: primo Salone del Gusto a Torino
- 2004: nasce Terra Madre
- 2004: Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
- La “Chiocciola” diventa simbolo internazionale della cultura gastronomica lenta e territoriale
- Carlo Petrini contribuisce a trasformare il cibo da semplice consumo a patrimonio culturale
Approfondimenti e link
- Slow Food Italia
- Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
- Terra Madre Salone del Gusto
- Archivio Newsfood su Carlo Petrini
- Archivio Newsfood su Slow Food
Un punto per fermarsi, una virgola per andare oltre
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