Acqua Chiarella nasce nel cuore delle montagne che circondano il lago di Como
1 Luglio 2024
Acqua Chiarella nasce nelle montagne che circondano il lago di Como – nel comune di Plesio, sopra Menaggio
E’ un’acqua oligominerale a basso contenuto di sodio e un perfetto bilanciamento di calcio, magnesio e potassio
Newsfood.com 30 giugno 2024
Testo di Michele Pizzillo
Acqua Chiarella, che nasce nel cuore delle montagne che circondano il lago di Como – nel comune di Plesio, sopra Menaggio -, è un’acqua oligominerale a basso contenuto di sodio e un perfetto bilanciamento di calcio, magnesio e potassio. Queste le sue caratteristiche che ne fanno un prodotto di alta qualità apprezzato anche all’estero. Infatti, parte dei 55 milioni di bottiglie vendute, vanno verso la Germania e la Svizzera, oltre a raggiungere anche mercati come Cina, Australia, Israele, Stati Uniti, Emirati Arabi e tutta l’area del Medio Oriente.

Adesso la terza generazione della famiglia Vaccani che controlla Acque Minerali Val Menaggio di cui Acqua Chiarella è uno dei due brand (l’altro è Fontelaura), ha deciso di rileggere la sua bottiglia in vetro, esaltando l’estetica e la funzione di un oggetto semplice e di uso quotidiano mantenendone la duplice vocazione di contenitore della materia acqua e di contenuto dell’identità di marca e della storia dell’azienda.
E, così, con i due nuovi formati – 0.70l e 0.92l – Andrea Vaccani, amministratore unico di AMVM, ha chiesto al designer Lorenzo Palmeri di disegnare la nuova bottiglia in vetro di Acqua Chiarella partendo da un’idea semplice quanto sorprendente: mettere a nudo l’acqua, spogliando il contenitore di ogni elemento superfluo per renderla protagonista.
A partire dalla sua etichetta che lascia il posto all’acqua.
Nel progetto è evidente il lavoro di sottrazione e levigatura della forma che forza la materia ed esalta la trasparenza e il riflesso della luce, intervallata solo da incisioni che la catturano sul fondo mentre i punti strutturali assecondano la naturalità del gesto. Il vetro è spinto fino ai suoi limiti, da pura e semplice materia, diventa racconto: la predilezione per l’incisione nel veicolare il logo, la scelta dei rilievi sulla superficie, in cui si riconoscono i monti e il lago di Como, ossia l’origine e il territorio, due valori fondanti del marchio Acqua Chiarella.
Anche il tappo è investito da una riflessione progettuale approfondita che lo trasforma in un veicolo di immediata riconoscibilità e un portatore discreto di informazioni, in un modo del tutto inedito, grazie a una riga segnaletica per indicare la tipologia d’acqua, rossa per l’acqua naturale e blu per la variante frizzante. Spiega Palmeri “L’approccio è stato guidato dall’idea di cucire intorno a quest’acqua speciale un contenitore che la potesse trasportare con gioia, con la giusta eleganza, come un vestito di alta sartoria, su misura. Ho lavorato sin dall’inizio di questo progetto sulle dimensioni dell’icona e dell’archetipo, di per sé costrutti guidati da un desiderio di significato e durabilità nel tempo. Entrambi i formati sono ricchi di innovazioni tecnologiche e formali che restano come interiorizzate, e non chiedono nulla all’utente se non di godere della relazione con l’oggetto”.
Aggiunge Vaccani “Fin dalle prime fasi del progetto, si era impadronita di me una suggestione: mettere l’acqua al centro del prodotto, renderla protagonista assoluta e non costretta all’interno di un contenitore etichettato. Da quest’idea fumosa Lorenzo è riuscito a costruire una scultura di grande personalità e di assoluta leggerezza, senza dimenticare la praticità richiesta ad un oggetto che è protagonista di un processo lavorativo dinamico come quello della ristorazione e del servizio Horeca, oltre che del servizio al consumatore finale. Forma e sostanza devono sempre andare di pari passo, non può sussistere etica senza estetica: quindi il lato estetico non può mai prescindere dal lato pratico di utilizzo. Senza uno o senza l’altro, un progetto fallisce”.
E, così, il formato destinato all’alta ristorazione e Horeca – 0.70l -, ricorda in qualche modo il rigore formale della divisa militare e la familiarità della Moka per il caffè, due elementi legati alla memoria ancestrale di ogni persona. Il formato 0,92l destinato ad un consumo quotidiano in casa propone una forma più familiare, l’archetipo della classica bottiglia del vino a cui il designer si è voluto ispirare nel reinterpretare questo formato, pur con una forte rilettura che accentua la naturalità ergonomica del gesto. Una bottiglia discreta, allo stesso tempo protagonista, che entri nella vita delle persone, delle famiglie e trovi posto sulle tavole domestiche e della ristorazione senza invadere. Anzi, al contrario, portando una sua luce discreta che possa riverberarsi sulle pietanze, enfatizzandole e favorendo l’incontro.
Le bottiglia in vetro nel formato 0,70l e 0.92l si inseriscono all’interno di Sympòsion, il progetto lanciato da Acqua Chiarella e giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Essenza del progetto è invitare artisti e, più in generale, esponenti del mondo dell’Arte, a confrontarsi sul tema dell’Eccellenza della Natura e dell’Uomo, i valori che il marchio Acqua Chiarella porta ogni giorno sulla tavola, in Italia e nel mondo.
Michele Pizzillo
Redazione Newsfood.com
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