A Vinitaly una community per condividere le strategie del sistema vitivinicolo italiano

Verona – Sei linee strategiche da condividere con i singoli, la filiera e i policy maker, è questo il primo importante risultato della ricerca de L’Informatore Agrario e
presentata alla tavola rotonda «Vino, il mercato che verrà» realizzato in collaborazione con Vinitaly e BNL-Gruppo BNP Paribas.

Il lavoro ha previsto la selezione di un panel di 32 imprese rappresentative del sistema vitivinicolo italiano, che è stato sottoposto a 429 domande che hanno dato origine a 3.800
risposte e quasi 1.700 commenti. Dalla lettura delle risposte il Centro per la formazione in economia e politica dello sviluppo rurale dell’Università di Napoli Federico II ha
individuato 6 linee d’azione che possono diventare strategiche sia per l’organizzazione del sistema sia per le singole aziende. Il coinvolgimento diretto, che ha favorito l’incontro e lo
scambio di opinioni tra le parti, e i risultati raggiunti hanno creato le premesse per lo sviluppo spontaneo di una community, che continuerà a essere fucina di idee.

Queste le azioni strategiche proposte:
1) definire una nuova politica dell’offerta articolata e condivisa, potenziando tutte le tipologie di prodotto e ripensando normative e controlli;
2) consolidare i consumi sul mercato interno qualificandoli con campagne di informazione e comunicazione migliorando nel contempo le conoscenze sui consumatori italiani;
3) creare le condizioni per poter sfruttare al meglio il potenziale dei mercati esteri, coordinando le azioni di comunicazione e promozione e guadagnando la leadership nella comunicazione
enogastronomica internazionale;
4) migliorare l’integrazione tre le imprese, nella supply chain (per ridurre i costi della logistica e mettere a disposizione della distribuzione il prodotto desiderato) e nel territorio,
rimuovendo i fattori che ostacolano i processi di integrazione tra imprese e potenziando il sistema delle Strade del vino;
5) rinforzare il supporto alla filiera vitivinicola, creando collegamenti con i settore correlati, organizzando il sistema italiano delle fiere e delle manifestazioni del vino, diffondendo
l’uso dell’Information and communication technology per la tracciabiltà dei prodotti;
6) potenziare le capacità strategiche delle imprese, rispondendo alla necessità di formazione e ricerca soprattutto economica e favorendo l’orientamento al mercato.

Per definire le possibili linee di azione si è indagato sul contesto competitivo in cui si trovano ad operare le aziende italiane e sulle opportunità da cogliere sui mercati
esteri, raccogliendo il punto di vista delle aziende e degli esperti del panel. Riguardo all’andamento della domanda e alla categoria di prodotto preferita dal pubblico nei Paesi di maggiore
interesse per l’export italiano, l’aspettativa è per una diminuzione della domanda del prodotto basic ma un aumento per i popular premium, i premium e i superpremium negli Stati Uniti;
per un aumento della richiesta di popular premium e premium in Germania, con una situazione incerta però per i vini basic; situazione analoga nel Regno Unito, dove però ci sono
ancora margini di miglioramento per i superpremium. Il vitigno sarà ancora premiante, tranne che nei superpremium dove la marca è previsto resti una forte discriminante nella
scelta dei consumatori. Per il panel, infine, ci sarà una crescita delle vendite nella grande distribuzione per tutte le categorie di vino, compresi i superpremium, con buoni margini di
crescita anche delle vendite on-line in Paesi quali Svizzera, Giappone, Canada, Danimarca e Olanda.

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