A qualcuno piace crudo. Specialmente ad Hollywood

A qualcuno piace crudo. Specialmente ad Hollywood

Volete essere in forma? Mangiate cibi crudi.

Tale forma di alimentazione (che prende il nome di crudismo o “raw food”) è una delle più apprezzate ad Hollywood, considerato la via che dalla tavola porta al benessere
generale.

Di questa opinione, ad esempio Demi Moore, che associa al crudismo la sua invidiabile forma fisica, conservata alla non più verdissima.

 O Uma Thurman, che durante il giorno, consuma solo snack vegetariani.

 O Mel Gibson, Carol Alt, Prince e tanti altri.

Ma non crediate che il crudismo sia nato ad Hollywood, sorta di filosofia alimentare nata sulla scia della (relativamente) recente industria del cinema: le sue origini sono molto più
antiche.

 Le prime tracce di tale etica si ritrovano in testi religiosi vecchi di millenni, come il Vangelo degli Esseni ( o le opere di Zoroastro (VII-VI secolo a.C.)

Il primo testo guida moderno su tale cultura ha invece origine intorno al 1920.

In quegli anni, il medico svizzero Max Bircher-Benner scrive “Cibi di frutta e verdure crude”: in tale testo si indica come alimento migliore la verdura cruda cresciuta alla luce del sole
(chiamata alimento solare).

Successivamente, nel 1937 viene pubblicato “Nouvelles lois del’ alimentation humaine, basées sur la leucocytose digestive”, del dottor Kouchakof.

 Nel saggio, si sottolinea come il cibo cotto possa innescare grandi produzioni di leucociti, e quindi reazioni anomale del sistema immunitario.

Attualmente, i moderni affezionati del cibo crudo ritengono come il loro sistema sia stato il primo nutrimento dell’ umanità, poi soppiantato dell’ insana abitudine di cuocere il
cibo.

La cottura del cibo, infatti, sarebbe una forzatura, portatrice di numerosi svantaggi.

 Innanzitutto, produce numerose scorie, alla lunga dannose per l’ organismo: la bollitura delle proteine, in particolare, ne provoca l’idrolizzazione, mentre la sua tostatura produce
sostanze tossiche e cancerogene.

Inoltre, gli alimenti “trattati” perdono numerosi alimenti essenziali (proteine, vitamine ed altro). Al contrario, l’abitudine di consumare i cibi al naturale avrebbe numerosi benefici,
alimentari e fisici.

 Così, Aris Latham, chef vegetariano dei Vip, motiva la sua scelta: “Da 15 anni non consumo neppure legumi e cereali, che nel corpo vengono raffinati e trasformati in zuccheri
semplici.

Non è necessario per me trasformare il mio corpo in una raffineria: la frutta, i vegetali e altri alimenti proteici mi danno tutti gli elementi di cui ho bisogno. Questa è la mia
scelta individuale, ma in generale è una buona abitudine consumare almeno il 20% di cibo crudo.”
.

Sempre sul tema, ecco la “promozione” del crudismo fatta da Renè Andreani, responsabile dell’ Associazione Vegetariana Italiana (AVI) e presidente della Lega per l’Alimentazione Viva e
l’Igienismo (LEPAV) “Se ci si alimenta anche solo parzialmente, per un certo periodo di tempo con cibi crudi, il corpo innesca un processo.
Ogni volta che mangiamo un vegetale crudo assimiliamo energia, necessaria alla pulizia delle cellule e alla costruzione di nuovi tessuti.

 Gli alimenti allo stato naturale conservano intatto il corredo di “fattori vitali”, tra cui ormoni, oligoelementi, essenze volatili, antiossidanti, biostimoline e complessi
antibiotici”
.

 Matteo Clerici

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