Consumi, Istat: per le famiglie contrazione delle spese reali. In aumento carburanti ed energia

Consumi, Istat: per le famiglie contrazione delle spese reali. In aumento carburanti ed energia

Una generale stabilità, da interpretarsi tuttavia con un, seppure lieve, calo, in virtù della dinamica inflazionistica pari al 3,3%. Il polso dei consumi delle famiglie italiane
fornito dall’ultimo rapporto Istat, presentato ieri a Roma, segnala una spesa media mensile per i cittadini nostrani nel 2008 di 2484 euro, di fatto pari all’anno precedente in termini
nominali, in decremento in termini reali.

Un calo che ha riguardato tutte le voci di spesa (con più forte incidenza sui settori dell’abbigliamento, dell’arredamento, della sanita’ e dei trasporti sia pubblici che privati,
acquisti auto e Rca), ad eccezione di carburanti ed energia. Restano stabili invece i consumi per istruzione, sanità, tabacchi .

Gli italiani hanno tagliato per lo più sul superfluo, costretti a privilegiare spese per generi alimentari e casa. Una situazione questa, che sottolinea anche quest’anno la forbice fra
Nord (unica zona d’Italia dove in termini nominali c’è stato un aumento dei consumi 3,3%) e Sud, dove la magra spesa mensile, attestatasi ad oltre mille euro in meno rispetto ad altre
regioni, si è concentrata quasi esclusivamente su cibo e costi per l’abitazione.  

Per i generi alimentari, lo scorso anno, si sono spesi 475 euro, circa 9 euro in più rispetto all’anno precedente, cifra di incremento tuttavia legata all’inflazione che ha
caratterizzato il costo degli alimenti, pari a 5,4%. Questo bene, ha inciso sui bilanci familiari con 19,1 per cento, carne in testa con un 4,5 per cento, che la colloca come genere alimentare
che contribuisce maggiormente all’aumento.

Rilevanti nel quotidiano, le strategie messe in atto dai nuclei familiari, soprattutto dalla metà del 2008, periodo nel quale si è evidenziata con più forza la crisi
economica: oltre il 40% del campione intervistato (28mila italiani) ha dichiarato di aver limitato l’acquisto o scelto prodotti di qualita’ inferiore o diversa rispetto al 2007. Nello
specifico, 43,4 per cento per il pane, 49,2 per la pasta, 55,7 per la carne, 58 per il pesce, 53,7 per frutta e verdura. 

Il supermercato, il luogo prevalente dove fare acquisti alimentari ( 68,1% nel 2008, rispetto al 67,8% dell’anno precedente); l’hard-discount, in particolare, quello dove ci si è recati
con sempre più frequenza: 10,9% del 2008 rispetto al 9,7% del 2007.

Al Nord la spesa per il cibo si è attestata a 464 euro nel 2008 a fronte dei 449 del 2007. IlCentro risulta pari a 492 euro mensili mentre al Sud la spesa media e’ di 482 euro. Dati
questi da leggersi, fa notare l’Istat, in relazione alle diverse disponibilità economiche: lì dove sono più esigue complessivamente, aumenta proporzionalmente la spesa su
generi alimentari e casa.

Per beni e servizi non alimentari, invece, al Nord la spesa è stata di 2.346 euro, nelle regioni centrali di 2.066 euro e nel Mezzogiorno di 1.468 euro.

Ad incidere tuttavia in modo significativo sui consumi in generale, secondo il documento dell’Istat, la composizione della famiglia e la situazione lavorativa di chi ne fa parte: lo scorso
anno, infatti, la spesa mensile totale è variata dai 1692 euro di nuclei monocomponenti, ai 3251 per quelle di 5 o più persone.

Nel caso di individui soli, per lo più donne anziane, la spesa si è consumata quasi esclusivamente su generi alimentari e casa, che si attestano rispettivamente a 21,2 e 34%, a
fronte del 18,4 e 21,2% di famiglie più numerose.

Molto diverso il tenore registrato, se il capofamiglia è imprenditore o libero professionista, con una spesa media di 3600 euro circa al mese, esattamente il doppio di quanto ha potuto
spendere un nucleo familiare in cui la cui persona di rifermento si è trovata in una condizione di disoccupazione o lavoro casalingo. 

Paola Simonetti

 

Leggi Anche
Scrivi un commento