A dieci anni dal sisma dell'Umbria i bambini di Serravalle di Chienti saranno ospiti in Provincia di Vercelli

Vercelli – Il 26 settembre 1997 una violenta scossa di terremoto colpì un vasto territorio al confine tra l’Umbria e le Marche, vi furono morti e feriti. Migliaia di persone
ebbero la casa danneggiata o distrutta. I danni al patrimonio artistico furono notevoli e in alcuni casi irreparabili.

A quell’evento e al dolore di chi lo subì l’Italia rispose in modo puntuale sia con la raccolta di fondi che con l’impegno delle istituzioni e dei volontari della protezione civile.
Anche il territorio vercellese fece la sua parte. Ad esempio i bambini delle scuole di Vercelli inviarono a quelli di Serravalle di Chienti (comune di montagna dell’Alto Maceratese), una delle
zone maggiormente colpite dal sisma, aiuti di vario genere (dai doni al materiale didattico). Sono trascorsi dieci anni. Quei bambini sono diventati uomini. I giovani uomini di Serravalle di
Chienti non hanno dimenticato e si sono resi protagonisti di una bellissima iniziativa. Hanno redatto una pubblicazione come segno di riconoscenza nei confronti di quelle persone che
nell’occasione infausta non hanno fatto mancare il loro sostegno.

Il libro verrà presentato dagli stessi protagonisti martedì 20 novembre in sala Baltaro alle ore 10.30. Prenderanno parte all’incontro tra gli altri il Presidente della Provincia
Renzo Masoero, il consigliere provinciale Eugenio Bellini e Vittorio Grimaldi, presidente della «Janusz Korczak», l’associazione di volontariato che si occupa prevalentemente di
tematiche dell’infanzia.

«Sarà un’occasione importante – spiega Masoero – per ringraziare i nostri giovani che in quel doloroso settembre del 1997 furono protagonisti di un gesto davvero encomiabile. Ma
sarà anche importante applaudire lo spirito di sacrificio, l’impegno civile e il senso della solidarietà di cui questi bambini maceratesi e le loro famiglie diedero prova, pur fra
tante difficoltà, sia nei giorni immediatamente successivi al sisma sia nella lunga, laboriosa fase di ricostruzione».

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