A Bevagna gli Oscar dell’Olio

A Bevagna gli Oscar dell’Olio

L’olio italiano è in competizione a Bevagna; nella cittadina, in provincia di Perugia, si è infatti svolta la 17° edizione dell’Ercole
Olivario, il più importante concorso olivicolo nazionale, promossa dal sistema delle Camere di Commercio, da Ministeri dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico e con l’appoggio delle
Regioni, che ha incoronato i migliori oli extravergini di oliva d’Italia della campagna 2008/2009. La giuria, composta da 16 rappresentanti delle varie regioni e guidata dal panel leader
Giulio Scatolini, ha esaminato i 313 prodotti provenienti dalle aziende di 17 regioni italiane (solo Valle d’Aosta, Piemonte, Alto Adige e Friuli-Venezia
Giulia non erano «difese» da nessun candidato).

Le province più rappresentate: Campobasso (6), seguita da Trapani (5), Brescia, Cosenza, Imperia, Latina e Pesaro-Urbino (4). Puglia, Sardegna, Lazio e Calabria si aggiudicano i primi
posti per gli oli extravergine convenzionali, mentre quelli DOP vedono protagoniste Umbria, Sardegna, Sicilia, Lazio e Calabria e quest’ultima si aggiudica anche la menzione speciale per l’olio
biologico. Alla Puglia anche il premio Amphora Olearia, dedicato alla confezione abbellita dalla migliore etichetta ed assegnato da una speciale selezione, composta da un giornalista del settore
e da un rappresentante di Cno (Consorzio Nazionale Olivicoltori) Unaprol (Unione Nazionale tra le Associazioni di Produttori di Olive) ed Unasco (Unione Nazionale Associazione Coltivatori
Olivicoli).

La consegna dei riconoscimenti è stata però anche occasione di fare il punto sulla salute del settore, come evidenziato dalla presenza di delegato dell’organizzatore Walter Trivellizzi e del Sottosegretario al commercio estero Adolfo Urso. E’ lo stesso Urso a porre l’accento sull’importanza
strategica di questo prodotto nell’ambito dell’eccellenza made in Italy, soprattutto in un momento di crisi: «Quest’anno, nonostante la crisi, la produzione aumenterà del 10 per
cento e sarà l’export la chiave di questo incremento. Punteremo su Paesi strategici, a partire dalla Russia in vista della missione di sistema dal 6 al 9 aprile guidata dal presidente
Berlusconi e offriremo un supporto concreto alle imprese italiane. La scommessa è quindi sull’export indirizzato in paesi focus e strategici per l’olio made in Italy».

E la scommessa sembra vedere favoriti i produttori della penisola: l’Italia è un crocevia fondamentale del mercato d’olio d’oliva che, con i suoi 37
Dop
e 1 Igp detiene il primo posto nella graduatoria delle nazioni con più denominazione d’origine; inoltre, dal 1 luglio, un regolamento
dell’Unione Europea renderà obbligatoria l’etichettatura sulle bottiglie d’olio che ne specificherà la provenienza.

Insomma, nonostante il periodo nero della finanza mondiale, a questo particolare settore dell’economia italiana sembra filare tutto liscio. Liscio come
l’olio
.

                                                                                                                                 
Matteo Clerici

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