Il presidente di Confagricoltura Vecchioni all’Accademia dei Georgofili

Il presidente di Confagricoltura Vecchioni all’Accademia dei Georgofili

By Redazione

“Non si può pensare al futuro del mondo senza un’agricoltura avanzata e senza imprese agricole che si innovano in un’ottica eminentemente produttiva”. Così il presidente di
Confagricoltura, Federico Vecchioni, ha commentato la relazione del prof. Franco Scaramuzzi, presidente dell’Accademia dei Georgofili, in apertura del 257° anno accademico.

“Le nuove necessità di cibo, di alimentazione sufficiente per una popolazione in continua crescita possono solo rimandare all’agricoltura come elemento strategico, capace di offrire
soluzioni concrete”, ha aggiunto Vecchioni, che è anche vicepresidente della prestigiosa Accademia fiorentina.

Nella sua relazione, il presidente Scaramuzzi si è soffermato sulla sicurezza alimentare globale e nazionale. Purtroppo, i problemi della fame nel mondo non sono stati superati,
nonostante i corposi programmi internazionali messi in atto a questo scopo. Scaramuzzi ha illustrato i motivi per i quali probabilmente non basterà più equilibrare la complessiva
produzione mondiale di alimenti alla continua crescita demografica. Occorrerà affrontare contestualmente anche altri grandi problemi dell’umanità (fonti energetiche, tutela
ambientale) che ormai interagiscono e si intrecciano tra loro nelle lunghe e difficili discussioni a livello dei vari summitmondiali.

Constatando che le soluzioni prospettate per ciascuno di questi problemi riconducono sempre ai ruoli strategici dell’agricoltura e considerando la fragilità e vulnerabilità
dell’attuale sistema alimentare mondiale (evidenziate dalla significativa e ripetibile crisi del 2007), Scaramuzzi ha sottolineato con forza la necessità di adeguare la politica agricola
nazionale a quanto è già con grande evidenza necessario. La sicurezza alimentare è comunque legata all’efficienza della nostra agricoltura. Questa va quindi tutelata e
sostenuta, non soltanto per valorizzare produzioni élitarie, ma anche per migliorare ed incrementare gli indispensabili prodotti alimentari primari.

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