“Cuochi, fuochi, passioni”: 6 cuochi raccontano la Cucina Romagnola
24 Luglio 2013
“Cuochi, fuochi, passioni”, la cucina di Romagna si racconta in piazza. In Romagna c’è un gruppo, prima di tutto di amici e poi di colleghi, da qualche anno all’opera dietro ai
fornelli di ristoranti, trattorie e osterie del territorio. Sono in sei: Luigi Sartini (Righi), Riccardo Agostini, (Il Piastrino), Stefano Ciotti (Urbino dei Laghi), Gian Paolo Raschi (Guido),
Silver Succi (Quarto Piano), Raffaele Liuzzi (Locanda Liuzzi).
Tra loro stili diversi, canoni gastronomici differenti, legati però da una convinzione comune: il cuoco è un narratore.
Racconta un territorio, una storia, intercetta e interpreta i bisogni delle persone e li mette in tavola: te li fa mangiare.
Scrive grazie a una grammatica fatta di materie prime e una sintassi composta di tecniche di preparazione, cottura, presentazione del piatto.
Fanno del prodotto, e della cultura del “saper fare” che ne costituisce l’unicità, uno straordinario strumento di lavoro e comunicazione. Una cucina che fa del rispetto per il commensale
la sua ragione di essere. Dove ciò che arriva in tavola corrisponde a quello che trovi scritto sul tuo menù. La buona cucina è sempre leale. Per le loro iniziative pranzi,
cene, buffet, escursioni tra il finger food o quello da strada hanno scelto il nome “Cuochi, Fuochi, Passioni”.
Dichiarazione d’intenti assolutamente evidente e con cui hanno dato vita, il 17 luglio, a una serata di cucina in uno dei luoghi più belli del monte Titano, il Pianello, giusto davanti
al ristorante Righi.
Hanno cucinato “open air” due piatti a testa: 12 portate. Risultato: grande successo. A San Marino sono arrivati 250 commensali, per gustare un menù tutto giocato tra mare e terra.
Per ricordarne alcune:
- Gian Paolo Raschi: ha presentato un classico del suo ristorante, la seppia con squacquerone;
- Silver Succi: uno sgombro leggermente affumicato con misticanza;
- Luigi Sartini: crema di pistacchi con polpo;
- Riccardo Agostini uno spiedino di quaglia con ricotta, limone e tartufo estivo;
- Stefano Ciotti tataki di maialino, caramello al rosmarino, insalata di ravanelli, cedro e pesca bianca;
- Raffaele Liuzzi la battuta di bianca romagnola con maionese di mandorle e ostriche.
A tenere compagnia alle ricette ci hanno pensato i Franciacorta di “Tenute La Montina” e le acque Levico e non è mancata neppure un’escursione a Km 1.000: ostriche di Jacques Cadoret
selezionate da Selecta.
Insomma, nessun integralismo. “Se una buona carne, verdura o formaggio sta a 2 ore d’auto dal ristorante, la faccio arrivare da lì – ha spiegato Luigi Sartini del ristorante Righi –
Questo vale anche per le ostriche. Certo, a Cattolica ce ne sono di buonissime, ma quando ci sono e se ci sono. Così ci sta bene anche un viaggio fino in Bretagna. Un buon modo di
completare una bella serata a tavola”.
Redazione Newsfood.com





