Pizza: il settore va, ma servono lavoratori qualificati
12 Aprile 2013
Il settore pizza va a gonfie vele, ma lamenta la carenza di pizzaioli qualificati.
Questi i dati principali emersi da un report del centro studi FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio, presentato al Pizza World Show di Parma.
In base ai dati raccolti, la pizza continua a vendersi nonostante la crisi, perché unisce l’alimentazione in compagnia ad un prezzo ridotto ed una qualità comunque elevata. Il
pacchetto più venduto, il classico pizza e bibita, tra 7 ed 11 Euro. Riguardo a quando si mangia, al primo posto il tempo della cena (75%) ma non si dimentica neanche la colazione, 8%
dei casi.
E poi, il paradosso: nonostante crisi e disoccupazione, non si riescono a trovare 6000 pizzaioli qualificati. Di conseguenza, i gestori sono portati (25% dei casi) ad assumere personale non
qualificato da addestrare sul posto. Ed anche le buone condizioni di lavoro non aiutano: la necessità di pizzaioli tocca quasi solo (80%) le piccole le imprese, con un’offerta di
assunzione che (75% dei casi), è a tempo indeterminato se si tratta di assunzione non stagionale.
Infine, il report Fipe descrive la pizzeria classica italiana: un locale di 126 mq, 90 posti a sedere (67 interni, 23 esterni), 280 giorni di apertura media, volume d’affari di 260.000 Euro e
6,5 addetti.
Matteo Clerici





