La carne, roba da Medioevo

La carne, roba da Medioevo

By Redazione

Amata odiata carne. Nonostante la dimensione delle mandrie, le risorse impiegate ed il terreno occupato tale alimento ottiene sempre più critiche, dai vegetariani contrari per motivi
etici agli ecologisti nemici per motivi di rispetto dal Pianeta.

Se nella modernità la carne è contestata, la carne fu la regina del Medioevo, capace di passare dal ruolo di comprimaria, tipico dell’età classica, ad un ruolo di prima
protagonista.

La sua storia è argomento de “Gusti del Medioevo”, l’ultimo libro di Massimo Montanari, massimo storico nostrano dell’alimentazione.

Come spiegato dal libro, la carne era presente nella dieta di greci e romani ma occupava un ruolo di secondo piano, sopravanzata dalla triade pane vino olio.

Tutto cambia con le invasioni barbariche: numericamente inferiori, i nuovi conquistatori rappresentano le élite dominanti. Se alcuni dei loro costumi vengono influenzati dai latini,
altri si affermano ed è il caso della carne, diventata simbolo di dominio e consumata anche per ragioni di prestigio sociale.

La vittoria della carne è motivata anche da ragioni tecniche.

L’età classica offriva un mondo (relativamente) in pace con tecnologie agricole diffuse ed un sistema politico capace di sostenere coltivazioni diffuse. L’Europa medievale è un
mondo isolato, dove le persone si rifugiano in piccoli nuclei rurali, circondati da terreni incolti e disabitati. E tale geografia influenza la dieta: prodotti (scarsi) dei campi si
aggiungevano i frutti della pastorizia, dell’allevamento, della pesca e della caccia. Il grasso animale diventa il condimento più diffuso, soppiantando un olio d’oliva limitato alle
regioni costiere dell’Europa meridionale.

E poi, la dieta oltre la carne.

Se con questa il Nord Europa invasore trionfò sul Sud romanizzato, avvenne l’inverso per le bevande. Il vino divenne più diffuso, considerato dai popoli consumatori di birra
bevanda di maggior pregio. Alimentazione a parte, il vino diventa bevanda multiuso, servito caldo con spezie od assieme ad acque dalla potabilità incerta, per fungere da depuratore.

Capitolo pesce: oggi alimento di moda per i benefici sulla salute, all’epoca veniva visto con sospetto consumato solo quando la religione vietava la carne ed il primo sostituto, cioè il
formaggio, non era disponibile.

Massimo Montanari, “Gusti del Medioevo. I prodotti, la cucina, la tavola”, Editori Laterza, Bari, 2012, 280 pp., euro 19

Matteo Clerici

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