Vino: è l’India l’ultima frontiera

Vino: è l’India l’ultima frontiera

By Redazione

Con la globalizzazione, alimenti tradizionali trovano nuovi sedi, di presenza ma anche l’eccedenza.

Così, la produzione di vino in India vanta etichette notevoli, nonostante la relativa giovinezza del settore. Importata dagli Europei, la cultura del vino si è radicata anche
nella terra delle tigri, dei fachiri e dei rajah.

Dall’India arrivano infatti il vino bianco Ritu ed il rosso Zampa, “Fruttato con un pizzico di pepe e finitura speziata”. Le due miscele, prodotte con uva di Maharashtra (India Occidentale),
hanno suscitato l’interesse di Waitrose, fornitrice della Casa Reale. La catena di supermercati offre così le due etichette, consigliandole come compagne ideale per i piatti speziati
della cucina asiatica.

Ritu e Zampa non sono mosche bianche, ma l’avanguardia di una serie di vini che ha il potenziale per sfidare i mostri sacri del settore, come Francia, Italia od Australia.

Ne è convinto Matt Smith, enologo di Waitrose intervistato dal “Daily Telegraph”.

Smith è la versione enologica di un talent scout calcistico. Grazie alle sue ricerche, i cittadini di Sua Maestà hanno potuto gustare vini, validi ma poco conosciuti, provenienti
da Georgia, Libano, Montenegro e Marocco.

Ora Smith punta sulle potenzialità del vino dell’India. Di base, il subcontinente unisce vantaggi a svantaggi notevoli. I viticoltori indiani possono vantare suolo calcareo ed argilloso
di alta qualità e zone sopraelevate di terreno, ma devono fare i conti con le ondate di caldo e la presenza dei monsoni.

Ad oggi questo ha prodotto vini con difetti ma anche con un potenziale di crescita notevole. Perciò, chiude l’enologo: “Non posso dire che l’India è arrivata al livello di Francia
o Italia. Ancora non ci siamo. Ma è certamente una nazione da osservare nei prossimi cinque anni”.

FONTE: James Hall, “Indian wine hits UK shelves”, Telegraph, 01/09/011

Matteo Clerici

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