l’OLAF e i NAC individuano i responsabili di una frode comunitaria negli aiuti ai Paesi in via di sviluppo
19 Maggio 2011
Nel quadro delle attività di cooperazione internazionale sviluppate con l’OLAF, l’Ufficio Europeo per la lotta alle Frodi, i NAC, i Nuclei Antifrodi Carabinieri del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari hanno individuato i responsabili di una complessa e articolata frode
all’Unione Europea nel sistema degli aiuti ai Paesi in via di sviluppo.
In particolare l’attività investigativa del NAC di Roma, che si è avvalsa anche della collaborazione dell’Agenzia delle Dogane (Servizio Centrale Antifrode di Roma e SVAD Servizio
Vigilanza Antifrode Doganale di Asti) nonché dei NAS di Alessandria, ha preso avvio dalle verifiche sulle attività svolte dal 2003 al 2007 da una Società di broker di Roma
operante nelle gare internazionali dell’Unione Europea per l’approvvigionamento di apparati per l’impiantistica industriale, ospedaliera ed agricola destinati agli aiuti ai Paesi in via di
sviluppo.
Nel corso delle indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Roma dottor FAVA – che hanno visto lo svolgimento anche di approfonditi accertamenti documentali e sequestri
presso gli stabilimenti commerciali, nonché, non ultime, di perizie tecniche-scientifiche del RIS – sono state accertate, da un lato, l’attività di corruzione nei confronti di
funzionari nigeriani della National Planning Commission preposti ai controlli, e, dall’altro, la condotta truffaldina dei due principali indagati, un imprenditore romano e un operatore
commerciale d’origine venezuelana, che hanno contraffatto i documenti d’origine degli articoli medico-sanitari destinati agli aiuti per i Paesi in via di sviluppo sostituendo le scritte “made
in China” e “made in Pakistan” con altre indicazioni attestanti la provenienza europea prevista dai bandi di gara.
Il danno per l’Unione Europea è stato stimato in circa 3 milioni di euro di finanziamenti indebitamente versati alla società.
La fornitura oggetto della truffa ha riguardato generatori elettrici e prodotti medicali (misuratori di pressione, dispositivi per analisi cliniche, bilance elettroniche, ect.) destinati alle
strutture mediche e ospedaliere della Nigeria.
L’attività investigativa si è conclusa quindi con l’esecuzione di ordinanze di custodia domiciliare nei confronti dei due principali indagati e con la segnalazione alla Corte dei
Conti per gli ulteriori accertamenti sul danno erariale.
Il rafforzamento della collaborazione dei Nuclei Antifrodi Carabinieri con l’OLAF costituisce uno degli obiettivi prioritari che il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari da tempo
ha inteso perseguire rafforzando le attività di cooperazione internazionale nell’azione di contrasto alle Frodi Comunitarie.
Uno specifico programma d’azione è stato infatti oggetto di un recente incontro tra il nuovo Direttore dell’OLAF, il magistrato italiano Giovanni Kessler, e il Comandante Carabinieri
Politiche Agricole e Alimentari, Colonnello Maurizio Delli Santi.
Nel solo 2010, grazie anche alla collaborazione con l’OLAF, i NAC hanno potuto intercettare oltre 17 milioni di euro di illeciti finanziamenti comunitari che altrimenti sarebbero stati
destinati a soggetti economici disonesti che con false documentazioni su attività ed operazioni inesistenti hanno tentato di truffare l’Unione Europea, danneggiando peraltro gravemente
gli altri operatori che nel comparto agroalimentare lavorano rispettando le regole.
Redazione Newsfood.com+WebTv




